La Settimana Fiscale
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
I fascicoli periodici curati dallo Studio Pizzano per professionisti e imprese: sintesi ragionate, novità normative e prassi operative, disponibili in formato PDF scaricabile e consultabile online.
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
La rassegna quotidiana con gli articoli operativi, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e le novità normative del giorno, raccolta in un pratico fascicolo PDF.
L'ordinanza 234/2026 della Cassazione rafforza il valore probatorio di appunti, prospetti e altri dati extracontabili rinvenuti durante una verifica. Nell'accertamento previsto dall'art. 39 del D.P.R. 600/1973, gli elementi sostanziali possono sostenere la ricostruzione del maggior reddito anche con contabilità formale regolare; spetta al contribuente dimostrare l'estraneità dei dati alle operazioni rilevanti. La difesa deve quindi preparare prove concrete, contestare motivazione e presunzioni dell'atto e verificare tempestivamente i rimedi disponibili.
La bozza del decreto collegato al PNRR prevede la cancellazione dell'obbligo di conservare per dieci anni le ricevute emesse dai terminali POS per pagamenti con carta di credito, debito o prepagata. La semplificazione riguarda solo queste attestazioni dell'avvenuto pagamento e non elimina gli obblighi relativi a fatture, scontrini fiscali o altri documenti con valore tributario. Esercenti, soggetti passivi IVA e uffici amministrativi potranno ridurre l'archivio cartaceo, ma dovranno attendere l'entrata in vigore e garantire tracciabilità e registrazione delle operazioni.
Per la Certificazione Unica 2026, relativa ai redditi 2025, l’invio telematico segue tre termini distinti, fissati dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2026 in base alla natura del reddito. Lavoro dipendente e redditi occasionali seguono la prima scadenza; il lavoro autonomo abituale arriva al 30 aprile, mentre redditi esenti o non dichiarabili hanno termine il 31 ottobre. Sostituti d’imposta e intermediari devono separare i flussi, verificare i quadri interessati e coordinare per tempo trasmissione, sanzioni e ravvedimento operoso.
La DAC7 non introduce una nuova imposta sulle vendite online, ma impone ai gestori di comunicare alle amministrazioni fiscali i dati dei venditori. Le soglie di 2.000 euro o 30 operazioni individuano chi può essere segnalato, ma non stabiliscono da sole l’imponibilità: la distinzione decisiva resta tra cessione sporadica di beni usati e attività commerciale abituale, organizzata e orientata al profitto. Chi vende con continuità deve valutare gli obblighi fiscali, conservare la documentazione e prepararsi a controlli fondati sui dati ricevuti dalle piattaforme.
Nel 2026 i controlli fiscali diventano più selettivi: l’Amministrazione incrocia 200 banche dati, algoritmi e Indici sintetici di affidabilità fiscale per concentrare le verifiche sui profili a rischio. Anomalie negli ISA, nelle dichiarazioni o nei movimenti finanziari possono favorire un accertamento; il regime premiale offre vantaggi a chi dimostra affidabilità. Restano i limiti all’accesso indiscriminato ai dati bancari indicati dalla Corte EDU e le garanzie del contraddittorio, da verificare insieme alla motivazione dell’atto e ai rimedi disponibili.
Dal 2026 l’obbligo di partita IVA per le locazioni brevi scatta oltre tre appartamenti destinati all’attività, invece dei quattro previsti in precedenza. In comproprietà, ciascun titolare considera l’immobile per intero ai fini del conteggio: la soglia può quindi essere superata anche senza proprietà esclusiva. La partita IVA va attribuita al soggetto che esercita concretamente l’attività ricettiva, valutando gestione, accordi e organizzazione. La scelta incide su reddito d’impresa, aliquote e perdita della cedolare secca, che non si applica oltre il nuovo limite.
La Legge di Bilancio 2026 proroga fino al 31 dicembre le percentuali del 2025: il bonus ristrutturazioni resta al 50% per l’abitazione principale e al 36% per seconde case e altri immobili, su una spesa massima di 96.000 euro. Dal 2027 scenderà al 36% e al 30%. Sono essenziali plafond familiare, bonifico parlante, documentazione tecnica e fiscale e corretta ripartizione delle spese condominiali. L’Ecobonus esclude le caldaie a gas; bonus mobili e Sismabonus richiedono una verifica puntuale dei requisiti. Prima di iniziare, va controllata la data dei pagamenti.
La riduzione dell’imposta sostitutiva al 5% nel regime forfettario è legata all’avvio di una nuova attività e non coincide con il diritto di rientrare nel regime. Secondo l’orientamento restrittivo dell’Agenzia delle Entrate, chi esce dal forfettario e vi accede nuovamente non può conservare o riattivare l’aliquota start-up, perché il rientro non costituisce un nuovo inizio, anche se l’interruzione è temporanea. L’accesso al forfettario resta possibile quando ricorrono requisiti e soglia di ricavi o compensi, ma l’imposta sostitutiva si applica con l’aliquota ordinaria.
Per alcune prestazioni familiari, l’ISEE 2026 considera parametri più favorevoli grazie all’aumento della franchigia sulla casa e alla revisione delle maggiorazioni connesse alla presenza di più figli. Le nuove regole, introdotte dalla legge di Bilancio 2026, sono state rese operative dall’Inps in via transitoria con il messaggio 102/2026, in attesa dei modelli DSU definitivi. Le famiglie devono verificare quale indicatore si applica alla prestazione richiesta, aggiornare la DSU e controllare gli effetti sui tempi e sugli importi dell’assegno unico.
Il contributo aggiuntivo previsto per il credito d’imposta ZES Unica sugli investimenti del 2025 non spetta alle imprese che hanno già utilizzato il credito Transizione 5.0 sugli stessi beni. La preclusione opera anche quando l’agevolazione 5.0 riguarda un solo investimento, con il rischio di perdere l’intero bonus supplementare ZES. Le aziende devono verificare l’ammissibilità dei beni, il credito già fruito e la compatibilità tra incentivi prima di presentare la domanda, prevista tra aprile e maggio 2026, secondo il provvedimento attuativo.