La Settimana Fiscale
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
I fascicoli periodici curati dallo Studio Pizzano per professionisti e imprese: sintesi ragionate, novità normative e prassi operative, disponibili in formato PDF scaricabile e consultabile online.
Il magazine del sabato con la sintesi completa, ragionata e operativa di tutte le novità fiscali, societarie e giuslavoristiche della settimana appena conclusa.
La rassegna quotidiana con gli articoli operativi, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e le novità normative del giorno, raccolta in un pratico fascicolo PDF.
La riforma fiscale compie un passo che molti consideravano inevitabile: anche le micro imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata entreranno nel perimetro della derivazione rafforzata. Una scelta che appare semplice sulla carta, ma che in realtà apre scenari tecnici, contabili e fiscali che nelle prossime settimane richiederanno un’attenzione accurata, perché la norma non si limita a colmare un vuoto. Modifica l’equilibrio tra regole civilistiche e logiche tributarie, ridisegnando il confine tra semplificazione e rigore valutativo.
Dal 1° gennaio 2026 il rapporto tra POS, registratore telematico e controlli dell’Agenzia delle Entrate cambia faccia in modo concreto, non solo sulla carta. La guida esamina i limiti temporali dell'azione accertatrice, i presupposti di novità dell'atto e le strategie difensive per il contribuente.
La disciplina del ravvedimento speciale 2024 collegato al concordato preventivo biennale lascia aperta una domanda concreta che molti contribuenti e professionisti si stanno facendo: cosa accade se una rata viene “saltata” ma poi pagata entro la scadenza della rata successiva. La risposta, alla luce del D.L. n. 113/2024, è meno drastica di quanto si potrebbe temere. La sanatoria non decade, ma il versamento tardivo non resta neutro sul piano sanzionatorio e richiede una gestione prudente con ravvedimento operoso e interessi legali.
Il recupero dei crediti d’imposta per ricerca e sviluppo relativi al periodo 2015 2019 sta vivendo una nuova stagione di verifiche. Le imprese coinvolte si trovano davanti a controlli più articolati, modellati sulla natura dei progetti, sulle tipologie di spesa e sui tempi di realizzazione delle attività. L’insieme di pronunce amministrative e chiarimenti tecnici, dagli ultimi interventi del ministero alle decisioni del Tar Lazio, sta ridisegnando l’approccio alla verifica fiscale, con esiti tutt’altro che omogenei.
L’IMU si muove su un binario molto chiaro: l’imposta si calcola per anni solari e, dentro l’anno, in proporzione sia alla quota di possesso sia ai mesi in cui il diritto di proprietà o altro diritto reale è effettivamente esistito su ciascun immobile. Il riferimento è l’art. 1, comma 761, della Legge 160/2019, che costituisce la bussola normativa in materia. Il nodo centrale, che nella prassi genera molte incomprensioni, riguarda il modo in cui il singolo mese viene “conteggiato” ai fini IMU.
Una scadenza che si avvicina e un incentivo che molte imprese non vogliono lasciarsi sfuggire. Entro il 31 dicembre i datori di lavoro che stabilizzano giovani under 35 possono ottenere un abbattimento dei contributi fino a € 500 al mese, esteso a € 650 se l’azienda opera nel Mezzogiorno. La misura, costruita per sostenere l’ingresso stabile nel mercato del lavoro, resta attiva per due anni, purché l’assunzione sia a tempo indeterminato e rispetti i criteri di incremento occupazionale.
Per i liberi professionisti che hanno versato contributi in più gestioni, la pensione unica smette di essere un miraggio. La nota del Ministero del Lavoro del 21 novembre ha riconosciuto in modo esplicito la possibilità di ricongiunzione dei contributi tra Gestione separata INPS e Casse di previdenza dei professionisti, chiudendo un contenzioso che per anni ha visto posizioni contrapposte tra INPS e Corte di Cassazione. L'analisi fornisce un inquadramento sistematico delle disposizioni applicabili, evidenziando le cautele metodologiche e i controlli necessari.
Dall’8 dicembre 2025 il rapporto tra contribuenti, professionisti e servizi online del Fisco cambia struttura. Arriva la delega unica ai professionisti per l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate Riscossione, con una sola delega valida su entrambi i fronti e la possibilità di selezionare puntualmente i servizi da abilitare. Una semplificazione solo in apparenza “tecnica”, che in realtà tocca l’operatività quotidiana di studi e imprese.
Il nuovo decreto sulla vigilanza introduce una cornice più rigida per gli enti del terzo settore e, in particolare, per chi è iscritto nel Runts. Dal 2026, le verifiche ordinarie e straordinarie potrebbero determinare la cancellazione di molte realtà, con effetti non solo amministrativi ma anche patrimoniali. È uno scenario che nella prassi desta più di una preoccupazione perché, accanto alla perdita dell’iscrizione, entra in gioco la possibile devoluzione del patrimonio.
Chi deve versare l’imposta municipale sulla casa familiare quando i figli del genitore assegnatario hanno superato la maggiore età? La questione divide Comuni e contribuenti, con un contenzioso che si allarga tra pronunce giurisprudenziali contrastanti e interpretazioni normative divergenti. Il saldo 2025 dell’IMU riaccende il dibattito su una delle problematiche più spinose della fiscalità immobiliare post-separazione. Questione principale: Chi paga l’IMU sulla casa familiare assegnata all’ex coniuge quando i figli sono maggiorenni?.