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Con la misura “Sviluppo competenze specialistiche delle PMI” si torna a raccogliere le domande delle piccole e medie imprese meridionali. Il primo sportello si era chiuso il 23 giugno 2026; ora una seconda finestra permette di inoltrare le istanze dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026, servendosi della piattaforma informatica di Invitalia, soggetto gestore dell’incentivo. Il beneficio copre corsi qualificati rivolti ai dipendenti sui fronti della transizione tecnologica, digitale e ambientale; il contributo, a fondo perduto, ammonta di norma al 50% delle spese ammissibili ed è erogato in regime “de minimis”. Per la nuova apertura sono stanziati in partenza € 12.449.676, importo che riflette le risorse ancora disponibili sul plafond complessivo e che potrà crescere grazie ai fondi sbloccati dalle istruttorie del primo bando. Non vale l’ordine cronologico di presentazione: le richieste passano per una valutazione con formazione di una graduatoria. A ciascuna impresa spetta una sola domanda; sono fuori le PMI che avevano già aderito al primo sportello. Di seguito si ripercorrono requisiti, spese coperte, entità del contributo, scadenze e criteri di precedenza.

- MISURA IN SINTESILa misura in sintesi

Promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e affidato a Invitalia, “Sviluppo competenze specialistiche delle PMI” è un incentivo pensato per le aziende del Sud. Finanzia servizi formativi qualificati che puntano ad accrescere le competenze del personale su tre transizioni oggi decisive per la competitività: tecnologica, verde e digitale. Il presupposto è chiaro: chi vuole restare sul mercato deve rinnovare anche il sapere interno, non soltanto gli impianti.

Alla base della riapertura c’è un decreto direttoriale del Ministero varato a luglio 2026. La trasmissione delle domande passa unicamente dal canale telematico, con la procedura pubblicata sul sito di Invitalia, nell’arco che si apre a mezzogiorno del 10 settembre 2026 e termina a mezzogiorno del 21 dicembre 2026. Non è uno sportello che segue l’ordine di arrivo: le istanze vengono vagliate e disposte in una graduatoria, così che non serve essere i primi, serve avere un progetto robusto.

- SOGGETTI BENEFICIARIChi può chiedere il contributo

Possono accedervi le PMI con unità locali in una delle sette regioni del Mezzogiorno, ossia Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Serve che l’impresa sia costituita in modo regolare, iscritta e operativa nel Registro delle imprese, nel pieno godimento dei propri diritti, e che disponga di almeno un bilancio approvato e depositato. Quando si tratta di ditte individuali o società di persone, che un bilancio non lo depositano, basta aver trasmesso almeno una dichiarazione dei redditi.

A questi si aggiungono altri requisiti: nessuna procedura concorsuale né liquidazione volontaria in corso, posizione regolare quanto a incentivi eventualmente revocati in passato, nessun aiuto qualificato come illegale o incompatibile e ancora da rimborsare, copertura assicurativa contro i rischi catastrofali e attività estranea ai comparti che la disciplina europea sugli aiuti di Stato tiene fuori. La domanda ammessa è una soltanto per impresa. Restano tagliate fuori le PMI che avevano già inoltrato un’istanza con il bando precedente, anche laddove la nuova riguardi un corso differente. Il 40% delle risorse è accantonato per le imprese dell’automotive e per quelle del tessile, abbigliamento, calzature e legno-arredo.

- QUALI PERCORSI FORMATIVI SONOQuali percorsi formativi sono finanziabili

Rientrano nel beneficio i corsi che mirano a far crescere o a rafforzare le competenze del personale in aree in linea con l’innovazione, con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente, con le tecnologie elencate dal regolamento europeo STEP e con i percorsi di transizione verde e digitale. Sul piano pratico, la formazione deve toccare campi ritenuti strategici: tecnologie digitali, industria sostenibile, energie pulite, biotecnologie, aerospazio, salute, turismo e mobilità intelligente.

Il singolo corso deve costare tra € 10.000 e € 60.000, venire assegnato a soggetti qualificati ed esterni all’impresa e prendere il via non oltre sei mesi dalla concessione del beneficio. È attesa la chiusura entro dodici mesi dalla partenza, salvo un rinvio di altri sei mesi.

- MISURA DEL BENEFICIOQuanto vale il contributo

L’erogazione avviene in regime “de minimis”, vale a dire entro il limite di aiuti che un’impresa può incassare in un triennio senza il via libera della Commissione europea, e arriva al 50% delle spese ammissibili. Tra le voci riconosciute figurano il costo del personale impegnato nella formazione, le trasferte e il soggiorno di docenti e partecipanti, i materiali legati in modo diretto al progetto, l’ammortamento di strumenti e attrezzature destinati solo all’attività formativa e le consulenze strettamente attinenti all’iniziativa. Vi rientra pure la spesa per i dipendenti relativa alle ore trascorse ai corsi. Il calcolo segue opzioni semplificate di costo, ancorate a costi unitari standard, nel rispetto della normativa europea di riferimento.

Quando il progetto è integrato e sovraregionale, ossia condiviso da più imprese appartenenti a regioni diverse, la quota di copertura sale di 20 punti per le micro e piccole imprese e di 10 punti per le medie, arrivando così a toccare il 70%.

- DOMANDA E SCADENZACome e quando presentare la domanda

L’inoltro è esclusivamente telematico, sulla piattaforma di Invitalia, entro la finestra compresa fra il 10 settembre 2026 e il 21 dicembre 2026. Va compilata in ogni parte e accompagnata dai dati aziendali, dal progetto formativo, dal piano di spesa, dagli allegati richiesti e da una casella PEC funzionante. Se il progetto è integrato, spetta alla PMI capofila guidare la presentazione e mettere insieme i documenti delle imprese coinvolte.

- GRADUATORIA E I CRITERI DI PRIORITÀLa graduatoria e i criteri di priorità

Ogni istanza è esaminata e inserita in una graduatoria. Se due domande ottengono lo stesso punteggio, si guarda nell’ordine a tre fattori: quanto il personale è coinvolto nel percorso, quanto il progetto valorizza gli ambiti formativi strategici e, soltanto alla fine, la data in cui la domanda è stata presentata. Il momento dell’invio pesa dunque poco: conta per ultimo, non per primo.

- RAGIONI: MUOVERSI PER TEMPOPerché muoversi per tempo

Le risorse del nuovo bando, € 12.449.676 al netto di possibili aumenti, sono contenute a fronte del numero di imprese interessate, e la selezione per graduatoria favorisce i progetti meglio costruiti. Tanto vale sfruttare le settimane che mancano all’apertura per mettere a fuoco i bisogni di formazione, scegliere un ente formativo qualificato e indipendente, allestire un progetto solido e misurabile, con traguardi e risultati attesi declinati in termini di innovazione, efficienza e competitività, e controllare quanto spazio “de minimis” resti ancora all’impresa. Presentarsi al 10 settembre 2026 con progetto e documentazione già pronti offre un vantaggio, che non deriva dalla velocità dell’invio ma dalla qualità di quanto si porta in valutazione.