Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 16 settembre 2026, ha approvato un decreto legge che introdurrebbe l’esenzione dal bollo auto per l’anno 2027 a favore delle persone fisiche proprietarie di autoveicoli con potenza fino a 80 kW, alimentati a benzina o gasolio anche in versione ibrida. L’agevolazione riguarderebbe anche motocicli e ciclomotori, senza limiti di potenza, ma solo per chi non possiede già un’auto agevolabile. Ogni contribuente potrebbe beneficiare dell’esenzione per un solo veicolo: chi ne possiede più di uno dovrebbe individuare quello esente seguendo il criterio della minore potenza o, in caso di parità, dell’importo di imposta più basso. Il provvedimento stanzierebbe circa 2,3 miliardi di euro a favore di Regioni e Province autonome per compensare il mancato gettito, e si applicherebbe anche ai territori a statuto speciale previo accordo con ciascuna autonomia. Il testo, adottato in via preliminare dal governo, deve ancora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e completare i sessanta giorni di conversione in legge da parte del Parlamento, durante i quali il contenuto potrebbe ancora cambiare.
- VIA LIBERA DEL GOVERNOIl Decreto: Cosa ha approvato il governo
Il provvedimento, intitolato “Disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale”, nasce principalmente come risposta al rincaro dei carburanti. Il testo, illustrato nel comunicato stampa n. 189 del Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2026, riduce temporaneamente l’accisa sul gasolio per autotrazione: il taglio, comprensivo dell’effetto sull’IVA, sarebbe di 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre 2026 e di 6,1 centesimi al litro dal 26 settembre al 5 ottobre 2026, con estensione del beneficio anche ai gasoli paraffinici e al biodiesel e la proroga del sostegno per l’autotrasporto.
Accanto a queste misure sui carburanti, il decreto introduce la novità di maggior rilievo per gli automobilisti: l’esenzione dalla tassa automobilistica, comunemente chiamata bollo auto, dovuta per il 2027. Si tratta di una misura distinta dal taglio delle accise, pensata per alleggerire in modo più strutturale il costo del possesso di un veicolo, e riguarda i versamenti dovuti nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
- CHI BENEFICIABeneficiari: Solo le persone fisiche
L’esenzione sarebbe riservata alle persone fisiche, a prescindere da requisiti di reddito o di ISEE (l’indicatore della situazione economica equivalente usato per l’accesso a molte prestazioni sociali). Resterebbero fuori dalla misura i veicoli intestati a imprese, professionisti con partita IVA o società, anche quando l’utilizzatore effettivo sia comunque una persona fisica: il criterio di accesso guarderebbe all’intestazione del mezzo, non a chi materialmente lo guida.
Per un contribuente che possiede una sola vettura con potenza fino a 80 kW, l’esenzione opererebbe automaticamente sul veicolo posseduto, senza bisogno di presentare domande o autocertificazioni: la tassa automobilistica per il 2027, semplicemente, non sarebbe dovuta per quel veicolo.
- SOGLIA DI POTENZAVeicoli Agevolati: Auto fino a 80 kW, moto e ciclomotori
L’esenzione riguarderebbe gli autoveicoli con alimentazione a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione (come le vetture ibride), purché la potenza del motore non superi 80 kW, corrispondenti a circa 109 cavalli. È una soglia che, secondo le prime stime circolate dopo l’approvazione del decreto, intercetterebbe circa il 70% del parco auto circolante in Italia, comprendendo molti dei modelli di piccola e media cilindrata più diffusi (utilitarie e berline compatte tra le più vendute).
La misura si estenderebbe anche a motocicli e ciclomotori con alimentazione a benzina o gasolio, senza alcun limite di potenza, ma soltanto per chi non possiede un autoveicolo già rientrante nella soglia degli 80 kW. Complessivamente, includendo le due ruote, l’esenzione riguarderebbe circa 13,2 milioni di automobili a cui si aggiungerebbero tutti i motocicli e i ciclomotori aventi i requisiti, per un totale stimato di circa 14,5 milioni di veicoli coinvolti.
- SCELTA DEL VEICOLOPiù Veicoli: Come si individua quello esente
Chi possiede più di un veicolo agevolabile non potrebbe cumulare l’esenzione su più mezzi: la misura spetterebbe per un solo veicolo a beneficiario, individuato con criteri oggettivi che il decreto fisserebbe caso per caso.
Per chi possiede più autoveicoli con potenza fino a 80 kW, l’esenzione spetterebbe soltanto a quello di potenza minore, espressa in kW. Se le vetture possedute hanno la stessa potenza, il criterio si sposterebbe sull’importo della tassa: l’esenzione andrebbe applicata all’autovettura per cui sarebbe dovuto il bollo di importo più basso. Regole analoghe varrebbero per chi possiede più motocicli: esenzione al mezzo di potenza minore e, in caso di parità, a quello con l’imposta più bassa. Per i ciclomotori, dove la potenza non è sempre un criterio distintivo significativo, il decreto guarderebbe invece alla data di prima immatricolazione, riconoscendo l’esenzione al ciclomotore immatricolato per primo.
| Situazione posseduta | Veicolo esente | Veicolo che resta tassato |
|---|---|---|
| Due o più auto fino a 80 kW, potenza diversa | Quella di potenza minore | Le altre auto |
| Due o più auto fino a 80 kW, pari potenza | Quella con bollo di importo minore | Le altre auto |
| Un’auto oltre 80 kW e una moto | La moto | L’auto |
| Un’auto fino a 80 kW e una moto | L’auto | La moto |
| Due o più moto, potenza diversa | Quella di potenza minore | Le altre moto |
| Due o più moto, pari potenza | Quella con bollo di importo minore | Le altre moto |
| Due o più ciclomotori | Quello con immatricolazione più remota | Gli altri ciclomotori |
- PRIORITÀ ALLE AUTOMoto e Ciclomotori: Le regole quando mancano auto agevolabili
Il meccanismo pensato per le due ruote merita un chiarimento ulteriore, perché la sua applicazione dipende sempre dalla situazione complessiva del contribuente, non dal solo possesso della moto o del ciclomotore. Se una persona possiede un’auto con potenza superiore a 80 kW, quindi non agevolabile, e anche una moto, l’esenzione si sposterebbe sulla moto, unico veicolo che rientrerebbe nell’ambito applicativo della misura. Il bollo resterebbe invece dovuto per l’auto.
Al contrario, se il contribuente possiede un’auto fino a 80 kW e anche una moto, l’esenzione andrebbe applicata soltanto all’auto: la tassa automobilistica sulla moto resterebbe dovuta per intero. In sintesi, la presenza di un’auto agevolabile assorbirebbe sempre l’esenzione, lasciando fuori le due ruote, mentre l’esenzione si sposterebbe sul motociclo o sul ciclomotore soltanto quando il contribuente non possiede alcuna vettura entro la soglia degli 80 kW.
- OBBLIGO DI PAGAMENTOSoggetti Obbligati: Chi paga oggi il bollo auto
Per capire su chi ricade in concreto l’esenzione, occorre ricordare chi è tenuto al pagamento del bollo auto secondo la disciplina vigente. L’articolo 5, comma 32, del decreto legge 953/1982 individua come soggetti passivi della tassa automobilistica coloro che risultano tali dal Pubblico registro automobilistico (PRA): i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio (la clausola con cui il venditore trattiene la proprietà del bene finché il prezzo non è integralmente pagato), gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria (leasing) e gli utilizzatori a titolo di locazione a lungo termine senza conducente (il noleggio a lungo termine).
Su quest’ultimo punto la disciplina è stata di recente modificata dall’articolo 16 del decreto legislativo 147/2026, che dal 1° gennaio 2027 sposta l’obbligo di pagamento del bollo, nei contratti di noleggio a lungo termine senza conducente, dalla società di noleggio all’utilizzatore annotato al PRA. La nuova regola vale per i contratti stipulati da quella data, per quelli prorogati o rinnovati con decorrenza successiva al 31 dicembre 2026 e per quelli già sottoscritti la cui esecuzione inizia nel 2027. La coincidenza temporale non è casuale: la riforma sui soggetti obbligati al pagamento e la nuova esenzione entrerebbero in vigore nello stesso momento, e chi utilizza un veicolo a noleggio a lungo termine dovrà verificare entrambe le novità per capire se, da utilizzatore formalmente tenuto al pagamento, possa rientrare anche nell’esenzione.
- COMPENSAZIONE REGIONALEAmbito e Coperture: Regioni e risorse stanziate
Il gettito del bollo auto spetta alle Regioni e alle Province autonome, non allo Stato: per questo il decreto dovrebbe prevedere l’estensione dell’esenzione anche ai territori a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano, ma solo previo accordo con ciascuna autonomia titolare del tributo, che potrebbe quindi applicare la misura con tempi o modalità differenti rispetto al resto del Paese.
Per compensare le minori entrate regionali, che nel 2025 il bollo auto ha generato per circa 7,1 miliardi di euro complessivi, il decreto stanzierebbe un trasferimento a favore di Regioni e Province autonome stimato in circa 2,3 miliardi di euro, attingendo a risorse del PNRR (il Piano nazionale di ripresa e resilienza) non ancora impegnate al 30 giugno 2026. Secondo quanto riportato dalle prime ricostruzioni giornalistiche, la distribuzione delle risorse ai bilanci regionali dovrebbe avvenire entro il 31 marzo, un aspetto che troverà conferma definitiva solo con la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.
- MISURA ANCORA PROVVISORIAProspettive: Verso l’abolizione strutturale del tributo
Nel presentare il decreto, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il bollo auto una delle tasse più impopolari e ha indicato l’esenzione come primo passo verso un’abolizione destinata a diventare permanente. Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha collegato la misura all’emergenza del caro carburanti, ma ha dichiarato l’intenzione del governo di renderla strutturale con la prossima legge di bilancio. Si tratta, va precisato, di dichiarazioni programmatiche e non di un impegno normativo già scritto nel decreto: l’esenzione approvata dal Consiglio dei Ministri riguarda, allo stato, soltanto l’anno 2027.
Prima di diventare legge dello Stato, il decreto dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore, per poi essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni, come previsto per ogni decreto legge dall’articolo 77 della Costituzione. In questa fase le Camere possono introdurre emendamenti che modificano requisiti, soglie o modalità applicative rispetto al testo approvato in Consiglio dei Ministri: chi possiede più veicoli e sta valutando quale sarà quello esente farebbe bene a verificare il testo definitivo non appena pubblicato, prima di considerare la disciplina descritta in questo articolo come definitiva in ogni suo dettaglio.
