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La discussione sulla prossima definizione agevolata delle cartelle esattoriali entra nel vivo. Il Governo sta lavorando a un testo che potrebbe rivoluzionare l’accesso alla sanatoria, restringendo il perimetro dei beneficiari ma allungando i tempi di pagamento. L’obiettivo dichiarato è contenere l’impatto sui conti pubblici, che nelle precedenti edizioni aveva superato le aspettative in negativo, riducendo gli incassi attesi di diversi miliardi. La proposta in esame prevede un’impostazione più selettiva rispetto alle rottamazioni precedenti. Chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi resterebbe fuori. La misura coprirebbe tutti i ruoli notificati entro il 31 dicembre 2023, ma con modalità che differiscono dalle precedenti quattro edizioni. Il costo stimato dell’operazione si aggira intorno ai 3 miliardi di euro nell’arco di tre anni, una cifra ottenuta grazie all’esclusione dal perimetro di chi risulta in regola con i pagamenti della rottamazione quater.

  • La nuova rottamazione quinquies limita l’accesso agli avvisi bonari, escludendo evasori totali e chi non presenta la dichiarazione.
  • Debiti dilazionabili fino a 9 anni (108 rate), rata minima € 50; decadenza dopo due rate non pagate.
  • Previsto il “ripescaggio” dei decaduti dalle rottamazioni precedenti.
  • I tributi locali potrebbero essere esclusi, decisione demandata ai Comuni.
  • L’approvazione definitiva attesa con la Legge di Bilancio 2026.
  • Chi è escluso potrà solo accedere alla rateizzazione ordinaria (senza sconti su sanzioni/interessi).