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Con la direttiva n. 4/2026 del 9 luglio 2026 diventa operativo, dal 15 settembre 2026, l’ampliamento pomeridiano degli sportelli dell’Agenzia delle Entrate: la novità riguarda circa 160 uffici. Lo scopo dichiarato consiste nell’offrire maggiori occasioni di confronto diretto con l’Amministrazione finanziaria, soprattutto per quelle pratiche che i canali telematici, da soli, non bastano a chiudere. Già nei mesi scorsi alcune sedi territoriali avevano provato ad aprire nel pomeriggio, ma è da questa data che il progetto diventa nazionale e assume una struttura più organica.

- MODELLO DI APERTURACome è organizzato il nuovo modello di apertura

Nell’arco della settimana sono previste due aperture pomeridiane in più: in una giornata l’assistenza si svolge in presenza per i servizi fiscali, nell’altra si svolge a distanza, con videochiamata o telefono, per i servizi fiscali e catastali. Negli uffici più grandi si potrà arrivare fino alle 18, sfruttando la flessibilità dell’orario d’ingresso del personale e restando comunque entro il tetto massimo di lavoro giornaliero. Per la generalità delle pratiche resta prioritario il canale telematico: il pomeriggio in ufficio non lo sostituisce, ma si affianca alla rete di assistenza già disponibile tramite Civis, servizi online, telefono e video appuntamento.

- PRATICHE AMMESSESu quali pratiche puntare negli appuntamenti del pomeriggio

Secondo le indicazioni organizzative dell’Agenzia, il tempo aggiuntivo va riservato alle pratiche che richiedono più interlocuzione, cioè quelle che comportano l’esame di documenti, richieste di chiarimento o un confronto tecnico diretto con il funzionario. Vi rientrano, tra l’altro, le comunicazioni di irregolarità, le cartelle legate ai controlli delle dichiarazioni, i controlli formali, gli accertamenti parziali automatizzati, le comunicazioni di compliance e i rimborsi delle imposte dirette. Per gli studi professionali la novità ha ricadute operative concrete: si allargano le fasce orarie in cui affrontare con l’ufficio le situazioni più complesse, con la possibilità di distribuire meglio gli appuntamenti lungo la settimana.

- NODI ORGANIZZATIVII nodi organizzativi ancora da sciogliere con il personale

Resta aperto un fronte organizzativo che il progetto ancora non ha risolto. Nell’incontro del 9 settembre 2026 tra Agenzia e sindacati le divergenze accumulate nelle settimane precedenti non sono state superate: le rappresentanze del personale hanno lamentato carenze di organico, un’applicazione disomogenea della direttiva tra le varie sedi territoriali e problemi legati a turni, flessibilità dell’orario e copertura reale del servizio. Al centro del confronto c’è soprattutto la volontarietà dell’adesione del personale alle aperture pomeridiane: la direttiva n. 4/2026 la indica come elemento cardine, ma per alcune sigle sindacali non sarebbe sempre rispettata nella pratica dei singoli uffici.

- IMPATTO OPERATIVOCosa cambia davvero per contribuenti e commercialisti

Per contribuenti e professionisti, la prova dei fatti non sarà il semplice allungamento degli orari sulla carta, ma la qualità concreta del servizio. Avere più ore di apertura non garantisce automaticamente più assistenza, se gli slot di prenotazione restano scarsi o se le pratiche non si possono chiudere durante l’appuntamento stesso. L’efficacia del nuovo modello si misurerà quindi sulla reale disponibilità di prenotazioni, sui tempi di risposta, sulla possibilità di risolvere una pratica in un solo accesso e sull’omogeneità del servizio tra i territori. Per commercialisti e intermediari, che seguono contemporaneamente le pratiche di più clienti, poter spalmare gli appuntamenti su una fascia oraria più ampia resta comunque un vantaggio operativo, a patto che all’estensione degli orari corrispondano risorse, organizzazione e competenze adeguate negli uffici.