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Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2025, il Codice Identificativo Nazionale (CIN) assume un ruolo centrale nella regolamentazione delle locazioni brevi e delle strutture turistico-ricettive. A partire dal 1° gennaio 2025, il CIN diventa obbligatorio non solo per identificare gli immobili destinati a finalità turistiche, ma anche per essere inserito in documenti fiscali fondamentali come la Dichiarazione dei Redditi e la Certificazione Unica (CU). Questa misura rappresenta un passo significativo verso una maggiore trasparenza e controllo nel settore turistico e immobiliare.

— COS’È CINCos’è il CIN e perché è stato introdotto

Il CIN è un codice alfanumerico istituito dalla Legge n. 191/2023 (conversione del D.L. n. 145/2023, noto come Decreto “Anticipi”) e assegnato dal Ministero del Turismo tramite una procedura automatizzata. Esso si applica a:

  • Unità immobiliari ad uso abitativo destinate a locazioni turistiche;
  • Immobili per locazioni brevi;
  • Strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere.

L’obiettivo principale è garantire trasparenza e concorrenza nel mercato, migliorare il coordinamento informativo tra le amministrazioni statali, regionali e locali, e contrastare le forme irregolari di ospitalità. Inoltre, il CIN consente di monitorare i redditi prodotti da queste attività, facilitando i controlli fiscali.

— INTEGRAZIONE CIN DICHIARAZIONEIntegrazione del CIN nella Dichiarazione dei Redditi e nella CU

Una delle principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda l’obbligo di indicare il CIN:

  • Nelle Dichiarazioni Fiscali: Tutti i redditi derivanti da attività di locazione turistica o breve dovranno essere dichiarati specificando il relativo CIN. Questo permetterà all’Agenzia delle Entrate di collegare direttamente l’immobile ai redditi prodotti, migliorando la tracciabilità fiscale.
  • Nella Certificazione Unica (CU): I sostituti d’imposta, inclusi gli intermediari immobiliari e i portali telematici come Airbnb o Booking, dovranno includere il CIN nelle CU rilasciate ai proprietari o locatori.
  • Nelle Comunicazioni degli Intermediari: Gli intermediari che gestiscono i pagamenti delle locazioni brevi saranno tenuti a trasmettere informazioni dettagliate, comprensive del CIN, all’Agenzia delle Entrate.

— REGIME SANZIONATORIOScadenze e sanzioni

Il termine ultimo per ottenere il CIN è fissato al 1° gennaio 2025. Dal giorno successivo, ovvero dal 2 gennaio 2025, scattano le sanzioni per chi non si sarà adeguato:

  • Mancata richiesta del CIN: fino a 8.000 euro;
  • Mancata esposizione o pubblicazione del codice: fino a 5.000 euro.

Le sanzioni saranno commisurate alla dimensione della struttura o dell’immobile oggetto dell’irregolarità.

— CINCome ottenere il CIN

Per richiedere il CIN è necessario accedere alla piattaforma telematica BDSR (Banca Dati Strutture Ricettive) del Ministero del Turismo utilizzando SPID o CIE. La procedura prevede:

  • Inserimento dei dati catastali dell’immobile o della struttura.
  • Presentazione di una dichiarazione sostitutiva attestante la conformità ai requisiti di sicurezza.
  • Verifica dei dati con eventuale integrazione o correzione.

È importante notare che il CIN può essere richiesto solo dopo aver ottenuto il CIR (Codice Identificativo Regionale), ove previsto dalla normativa regionale.

— IMPLICAZIONI FISCALIImplicazioni fiscali

L’integrazione del CIN nei flussi dichiarativi rappresenta un’evoluzione significativa per il sistema fiscale italiano. L’Agenzia delle Entrate potrà effettuare controlli incrociati tra i dati dichiarati dai proprietari e quelli forniti dagli intermediari immobiliari o dai portali online. Eventuali discrepanze saranno immediatamente rilevabili, riducendo così i rischi di evasione fiscale.

Inoltre, i Comuni avranno un ruolo attivo nella vigilanza sulle attività ricettive presenti sul loro territorio, segnalando eventuali irregolarità all’Agenzia delle Entrate per avviare accertamenti mirati.

— CONSIDERAZIONI FINALIConsiderazioni finali

L’introduzione del CIN nelle Dichiarazioni Fiscali e nella Certificazione Unica rappresenta un’importante innovazione normativa che mira a rendere più trasparente e regolamentato il settore delle locazioni turistiche in Italia. Per i proprietari e gestori di strutture ricettive, è fondamentale adeguarsi entro i termini previsti per evitare sanzioni onerose.