Per il biennio 2026-2027 il concordato preventivo biennale arriva al momento decisivo. Nei cassetti fiscali di circa 2,7 milioni di partite IVA l’Agenzia delle Entrate ha avviato la pubblicazione delle comunicazioni utili a scegliere se aderire o confermare il patto con il Fisco, con contenuti diversi a seconda che si tratti di una prima valutazione oppure di chi ha già sottoscritto il concordato 2024-2025. Per chi valuta l’ingresso per la prima volta, il dato principale è il rating ISA del 2024, articolato su tre fasce di affidabilità. Per chi deve invece decidere sul rinnovo, la comunicazione riepiloga le modifiche portate dal decreto legislativo correttivo conosciuto come decreto Omnibus e fornisce già i calcoli del ravvedimento speciale relativo alle annualità dal 2020 al 2023. Fissato in origine al 31 ottobre 2026, il termine per perfezionare l’adesione si sposta al 2 novembre 2026, in virtù di una proroga stabilita in sede di conversione del decreto legge n. 38 del 2026. Nelle righe che seguono si spiega il meccanismo del concordato, il contenuto delle due comunicazioni, la lettura del rating ISA, i benefici collegati al rinnovo e le mosse utili prima della scadenza.
- AVVISI ALLE PARTITE IVANovità: al via le comunicazioni nel cassetto fiscale
L’Agenzia delle Entrate, a partire da metà settembre 2026, sta caricando nei cassetti fiscali dei soggetti coinvolti le comunicazioni sul concordato preventivo biennale 2026-2027. L’invio non è uguale per tutti: l’Amministrazione finanziaria ha predisposto due percorsi informativi distinti, calibrati su situazioni differenti. Il primo è rivolto a chi, nel 2024 e nel 2025, non ha mai sottoscritto il concordato e ora può valutare per la prima volta l’adesione al nuovo biennio. Il secondo si rivolge invece a chi ha già firmato il concordato per il 2024-2025 e deve stabilire se prorogarlo per i due anni successivi, 2026 e 2027. Nel complesso la platea stimata ammonta a circa 2,7 milioni di partite IVA, ossia quasi tutti i soggetti obbligati agli indici sintetici di affidabilità fiscale, gli ISA, requisito principale per accedere al concordato.
- ACCESSO DIRETTO O TRAMITE DELEGATOCassetto Fiscale: l’area riservata del contribuente
Per chi non si occupa abitualmente di adempimenti fiscali, il termine potrebbe risultare poco familiare. Si tratta dell’area riservata che l’Agenzia delle Entrate rende disponibile a ogni contribuente sul sito istituzionale: vi si accede con le credenziali SPID, la Carta d’identità elettronica, la Carta nazionale dei servizi, oppure per il tramite di un intermediario delegato, di norma il commercialista. Al suo interno compaiono le dichiarazioni inviate, i versamenti eseguiti, le comunicazioni ricevute dall’Amministrazione finanziaria e, per l’appunto, gli strumenti riguardanti il concordato preventivo biennale. Le nuove comunicazioni sul CPB 2026-2027 si trovano nella sezione riservata alle comunicazioni bonarie e agli inviti alla compliance, corredate dal dettaglio del rating ISA e, per chi deve rinnovare, dai prospetti con i calcoli del ravvedimento speciale. È in quello spazio che il contribuente, autonomamente o affiancato dal proprio consulente, deve reperire i dati prima di prendere una decisione.
- IMPONIBILE DEFINITO IN ANTICIPOConcordato Preventivo: il meccanismo in breve
Per cogliere il senso delle comunicazioni occorre ricordare, almeno per grandi linee, come funziona il concordato preventivo biennale, disciplinato dal decreto legislativo n. 13 del 2024. È un accordo, stipulato in anticipo tra contribuente e Agenzia delle Entrate, su quale livello di reddito e di valore della produzione ai fini IRAP dichiarare per due periodi d’imposta di fila. La proposta viene costruita dall’Amministrazione finanziaria incrociando i dati contabili e gestionali del contribuente, l’andamento del settore economico di riferimento e appositi modelli statistici. Accettandola, il contribuente si obbliga a pagare le imposte sul reddito concordato anche qualora quello effettivo risultasse più alto, e conserva alcune tutele pure quando il reddito reale fosse inferiore, fatti salvi i casi di decadenza stabiliti dalla norma. In cambio incassa diversi vantaggi: una maggiore certezza sul carico fiscale del biennio, una minore esposizione ai controlli automatizzati fondati sugli ISA e, quando ricorrono certe condizioni, l’accesso a benefici premiali che spaziano dall’esonero dal visto di conformità fino a procedure semplificate per i rimborsi IVA.
- INFORMAZIONI PER INGRESSO E RINNOVODoppio Binario: due comunicazioni per due platee distinte
Differenziare i contenuti informativi è una scelta dell’Agenzia delle Entrate che risponde a bisogni opposti. Chi si affaccia per la prima volta al concordato necessita di un quadro completo della propria situazione fiscale, non avendo mai ricevuto una proposta e dovendo capire se convenga accettarla. Per questo motivo la comunicazione destinata ai nuovi contribuenti non si limita ai dati del modello ISA, ma include anche le altre informazioni presenti nelle banche dati dell’Amministrazione finanziaria, quelle indicate nel modello Redditi e l’andamento reddituale del settore economico di appartenenza, così da chiarire su quali basi si costruirebbe l’eventuale proposta. Chi ha già aderito per il biennio 2024-2025, al contrario, conosce già le regole del gioco e ha bisogno soprattutto degli elementi utili a decidere se confermarlo: la comunicazione a lui riservata si concentra perciò sulle novità normative intervenute medio tempore, in particolare quelle recate dal decreto correttivo Omnibus, e sui calcoli del ravvedimento speciale, lo strumento riservato proprio a chi rinnova.
- AFFIDABILITÀ ROSSA, GIALLA E VERDERating ISA: come si leggono le tre fasce 2024
Per chi valuta l’adesione per la prima volta, l’informazione più diretta contenuta nella comunicazione è il rating ISA relativo al periodo d’imposta 2024, esposto secondo un sistema a semaforo che rende comprensibile il punteggio anche a chi non ha dimestichezza con la materia. Il punteggio, compreso tra 0 e 10, si articola in tre fasce.
| Fascia di punteggio | Colore | Cosa indica |
|---|---|---|
| Da 0 a 5,99 | Rosso | Affidabilità fiscale scarsa, con possibili incongruenze rilevanti nei dati esposti |
| Da 6 a 7,99 | Giallo | Livello intermedio, con eventuali anomalie che meritano un approfondimento |
| Da 8 a 10 | Verde | Affidabilità elevata, con accesso ai benefici premiali legati agli ISA |
Non si tratta di un giudizio fine a se stesso: lo stesso indicatore serve all’Agenzia delle Entrate sia per elaborare la proposta di concordato sia per graduare l’intensità dei controlli. Una posizione nella fascia verde indica una situazione fiscale in linea con i parametri del settore e consente di accedere ai vantaggi premiali; una posizione nella fascia rossa, invece, non preclude l’adesione al concordato, ma rende la proposta meno vantaggiosa quanto a benefici collegati e può far crescere l’attenzione dell’Amministrazione finanziaria sulla posizione del contribuente.
- DATI CONTABILI ED EXTRACONTABILIIndice Sintetico: la logica dietro al punteggio
Gli ISA, cioè gli indici sintetici di affidabilità fiscale, hanno preso il posto dei vecchi studi di settore per effetto dell’articolo 9-bis del decreto legge n. 50 del 2017. È un modello statistico che misura quanto un’impresa o un professionista risulti coerente e affidabile sul piano fiscale rispetto al proprio comparto, incrociando dati contabili con informazioni extracontabili quali il numero di addetti, le giornate lavorate o il valore dei beni strumentali. Va compilato ogni anno insieme alla dichiarazione dei redditi e produce un punteggio da 1 a 10, sintesi di decine di indicatori elementari, alcuni legati alla normalità economica, altri alla coerenza dei dati dichiarati. Quanto più alto è il punteggio, tanto più la posizione del contribuente si avvicina agli standard del proprio settore, e tanto maggiori sono i benefici accessibili.
- ESONERI E CONTROLLI RIDOTTIPremialità ISA: cosa si ottiene con un punteggio elevato
Il regime premiale legato agli ISA, che in parte si applica anche indipendentemente dal concordato, garantisce ai contribuenti più virtuosi diverse semplificazioni: niente visto di conformità per compensare i crediti fiscali entro certi importi, nessun accertamento fondato su presunzioni semplici, un anno in meno nei termini entro cui l’Amministrazione finanziaria può notificare un accertamento, e condizioni più vantaggiose per ottenere i rimborsi IVA. Abbinato a un rating ISA elevato, il concordato preventivo biennale permette di cumulare questi benefici con quelli propri del CPB, primo fra tutti il blocco del carico fiscale per due anni. Non è un caso che l’Agenzia delle Entrate, nella comunicazione riservata a chi valuta la prima adesione, dedichi tanto spazio al rating: nella fascia verde il concordato diventa più conveniente, mentre un punteggio più contenuto suggerisce di valutare con maggiore cautela, magari affiancati da un professionista, prima di dire sì alla proposta.
- CORRETTIVI PER IL BIENNIO 2026-2027Decreto Omnibus: cosa cambia per chi conferma l’adesione
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 agosto 2026 ed efficace dal giorno successivo, il decreto legislativo n. 148 del 2026 ha portato una serie di correttivi alla disciplina del concordato preventivo biennale, con ricadute dirette sul biennio 2026-2027. Fra le modifiche più importanti richiamate nella comunicazione inviata a chi ha già aderito per il 2024-2025 c’è la compatibilità, in precedenza negata, fra concordato e iperammortamento sui beni strumentali 4.0: aderendo al CPB si può ora dedurre la maggiorazione del costo fiscale collegata agli investimenti agevolati, senza che questo pregiudichi l’adesione. Il decreto ha anche ridisegnato le cause di decadenza e le modalità per correggere gli errori nella compilazione del modello ISA, allentando il meccanismo che in precedenza poteva far perdere il concordato anche a fronte di semplici sbagli materiali. Per i soli contribuenti ISA che confermano l’adesione al biennio 2026-2027, infine, i termini di decadenza dall’azione di accertamento in scadenza al 31 dicembre 2026 slittano di un anno, al 31 dicembre 2027: un premio riservato a chi sceglie la continuità con il Fisco.
- CALCOLI PER LE ANNUALITÀ PREGRESSERavvedimento Speciale: come si determina l’importo per il 2020-2023
La parte più consistente della comunicazione riservata a chi rinnova riguarda comunque il ravvedimento speciale, strumento riservato ai soggetti ISA che confermano l’adesione al concordato 2026-2027 entro i termini previsti dalla legge. Attraverso un’imposta sostitutiva permette di regolarizzare le annualità dal 2020 al 2023, abbassando il rischio di accertamento su quei periodi d’imposta. Per calcolare la base imponibile dell’imposta sostitutiva si maggiora il reddito d’impresa o di lavoro autonomo già dichiarato in ciascuna annualità di una percentuale tra il 5% e il 50%, graduata sul punteggio ISA ottenuto in quell’anno: quanto più il punteggio è basso, tanto più alta risulta la percentuale di incremento applicata. Sulla cifra così ottenuta si applica quindi un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, anch’essa differenziata per fasce di punteggio.
| Periodo | Punteggio ISA | Aliquota dell’imposta sostitutiva |
|---|---|---|
| 2022 e 2023 | Pari o superiore a 8 | 10% |
| 2022 e 2023 | Pari o superiore a 6 e inferiore a 8 | 12% |
| 2022 e 2023 | Inferiore a 6 | 15% |
| 2020 e 2021 | Tutte le fasce di punteggio | Le aliquote indicate in tabella, con una riduzione del 30% |
Per l’IRAP si applica invece un’aliquota fissa del 3,9% sulla maggiorazione della base imponibile, calcolata con lo stesso metodo. La riduzione del 30% relativa al 2020 e al 2021 riflette gli effetti della pandemia sull’attività economica di quel periodo. Il pagamento è possibile in un’unica soluzione, dal 1° gennaio al 15 marzo 2027, oppure dilazionato fino a dieci rate mensili. Dato che il calcolo richiede di combinare più annualità e più punteggi, l’Agenzia delle Entrate ha preferito inserire direttamente nella comunicazione gli importi già elaborati, in modo che il contribuente possa esaminarli senza doverli ricostruire da zero, pur restando opportuno un confronto con il proprio consulente prima di agire.
- AGEVOLAZIONI SUI CREDITI FISCALIVisto e Rimborsi: i benefici aggiuntivi per chi conferma
Accanto al ravvedimento speciale, la comunicazione ricorda gli ulteriori vantaggi legati alla conferma del concordato. Il più rilevante è l’esonero dal visto di conformità per compensare i crediti fiscali maturati nelle annualità oggetto di concordato, entro soglie che il decreto Omnibus ha alzato per chi rinnova. Continuano inoltre a valere le procedure più favorevoli per i rimborsi IVA, ottenibili dai contribuenti più affidabili senza le garanzie di norma richieste, così come la facoltà di applicare l’imposta sostitutiva prevista dal regime del concordato sulla quota di reddito concordato che supera quello dichiarato l’anno precedente. Sommati alla stabilità del carico fiscale per il biennio 2026-2027, questi vantaggi rendono la conferma più conveniente per chi ha già seguito il concordato nel biennio precedente senza incappare in cause di decadenza.
- ADESIONE DOPO IL FINE SETTIMANANuova Scadenza: perché il termine si sposta al 2 novembre
In origine il termine per perfezionare l’adesione, o il rinnovo, al concordato preventivo biennale 2026-2027 era il 31 ottobre 2026, data che normalmente coincide con la scadenza per presentare la dichiarazione dei redditi. Con l’articolo 7-bis, comma 3, del decreto legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026, n. 88, è stata disposta una proroga del termine di adesione al concordato per il nuovo biennio. Dato che il 31 ottobre 2026 cade di sabato e il 1° novembre è festivo, in base alla regola generale sul differimento delle scadenze fiscali che cadono in giorno festivo, il termine si sposta al primo giorno lavorativo utile, il 2 novembre 2026. Entro quella data il contribuente deve scegliere se accettare la proposta di concordato, nel caso della prima adesione, oppure confermare il rinnovo, per chi ha già aderito al biennio 2024-2025. Trascorso il termine, non sarà più possibile aderire o rinnovare per il 2026-2027.
- MANCATA ADESIONE E RISCHIO FISCALEControlli Fiscali: le conseguenze per chi resta fuori
Le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate menzionano anche l’attività di controllo riservata a chi decide di non aderire al concordato o decade da un’adesione già sottoscritta. Vale la pena chiarire questo aspetto, perché si presta a fraintendimenti: non aderire al CPB non equivale automaticamente a subire un controllo. Vuol dire piuttosto che la mancata adesione, o la decadenza dall’accordo, è uno dei criteri che l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza considerano nel programmare i controlli, insieme ad altri indicatori di rischio. Detto altrimenti, rimanere fuori dal concordato non produce conseguenze automatiche, ma espone alla normale attività di verifica basata sui dati disponibili, incluse le risultanze del modello ISA, secondo la stessa logica valida già prima che il concordato esistesse.
- RATING E IMPORTI DA CONFRONTAREPassi Operativi: le mosse da compiere entro il termine
Ricevuta una comunicazione di questo genere, la prima cosa da fare è entrare nel proprio cassetto fiscale, personalmente o tramite il commercialista, per capire quale delle due comunicazioni sia arrivata: quella per la prima adesione o quella per il rinnovo. Chi valuta l’ingresso per la prima volta dovrebbe anzitutto verificare il proprio rating ISA 2024 e la fascia di appartenenza, per farsi un’idea di quanto sarebbe conveniente la proposta ricevuta, e mettere a confronto il reddito concordato con l’andamento reale dell’attività negli ultimi esercizi. Chi deve invece decidere sul rinnovo dovrebbe esaminare con cura i calcoli del ravvedimento speciale forniti dall’Agenzia, capire se e per quali annualità aderirvi convenga, e verificare la propria posizione rispetto alle nuove cause di decadenza e alle novità sull’iperammortamento portate dal decreto Omnibus. In entrambi i casi, coinvolgendo più annualità, punteggi e importi, confrontarsi in anticipo con il proprio consulente resta la via più sicura per arrivare al 2 novembre 2026 con una scelta ponderata, evitando tanto le adesioni affrettate quanto il rischio di lasciar scadere il termine senza aver considerato tutte le alternative disponibili.
