Venerdì 23 ottobre 2026
5mag 2026

Rottamazione locale unica: il nodo dei debiti comunali passa da AdER

La rottamazione locale prevista dalla Legge di bilancio 2026 consente ai Comuni di definire entrate tributarie e patrimoniali, ma esclude i carichi già affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. ANCI propone perciò una procedura unica gestita da AdER, ancora subordinata al testo definitivo della conversione del D.L. 38/2026. I Comuni devono mappare carichi, annualità e impatto sul bilancio prima di deliberare; i contribuenti, invece, non possono considerare sospesi i debiti né fare affidamento su una misura non ancora operativa e definitiva.

4mag 2026

Dichiarazione IVA tardiva 2026: invio entro il 29 luglio e sanzioni

La dichiarazione IVA 2026, relativa al 2025, può essere presentata validamente entro il 29 luglio, novantesimo giorno dopo la scadenza del 30 aprile, pagando con ravvedimento 25 euro tramite F24 e codice 8911. Il ritardo è distinto dall’eventuale omesso versamento dell’imposta, che richiede un calcolo separato. Dopo il 29 luglio la dichiarazione è omessa: la sanzione parte dal 120% dell’IVA dovuta e scende al 75% se l’invio spontaneo precede controlli o atti notificati. Il ravvedimento non sana l’omissione oltre tale termine.

4mag 2026

Iperammortamento 2026 senza polizza catastrofale

Per il nuovo iperammortamento 2026 la polizza catastrofale non è una condizione di accesso: il Codice degli incentivi esclude dall’obbligo assicurativo le agevolazioni fiscali automatiche e non selettive. Il D.L. 38/2026 ha inoltre eliminato, anche per il passato, il requisito dell’origine europea dei beni. Restano da verificare decreto attuativo, periodo di consegna e interconnessione, scaglioni, documentazione e cumulabilità con ZES Unica e misure regionali, evitando di applicare requisiti non previsti o di trascurare gli adempimenti effettivamente dovuti.

4mag 2026

Concordato preventivo biennale 2026, adesione verso il 31 ottobre

Per il concordato preventivo biennale 2026-2027 la scadenza vigente per aderire resta il 30 settembre 2026, ma è annunciato lo spostamento al 31 ottobre e serve una norma per renderlo operativo. Il Governo valuta premi per chi rinnova, tra compensazioni e rimborsi IVA più ampi, stop agli interessi sulle rate e termini di accertamento ridotti. Prima della scelta, chi ha già aderito deve confrontare proposta, reddito effettivo 2025 e reddito concordato, considerando soglie ISA, imposta sul maggior reddito e convenienza sui due esercizi.

4mag 2026

Passaggio da semplificata a forfetario: VO33 non sempre va compilato

Chi nel 2025 era in contabilità semplificata e dal 2026 accede al forfetario per comportamento concludente non deve compilare il rigo VO33 della dichiarazione IVA 2026: dovrà emettere fatture senza IVA e rinunciare alla detrazione sugli acquisti. Nell’ultima dichiarazione prima del passaggio è però obbligatorio barrare la casella 1 del rigo VA14 e verificare la rettifica della detrazione. Va inoltre controllata la soglia di ricavi o compensi e la causa ostativa relativa all’ex datore di lavoro, valutata sugli anni 2024 e 2025.

4mag 2026

Iscrizione tardiva ONLUS al RUNTS: domanda ammessa, devoluzione separata

Le ex ONLUS che non hanno chiesto l’iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026 possono ancora presentare la domanda, che deve essere esaminata anche se tardiva. Il ritardo, tuttavia, comporta la perdita definitiva della qualifica ONLUS e impone di devolvere l’eventuale patrimonio incrementale maturato durante il vecchio regime, dopo il parere obbligatorio del Ministero del Lavoro. La devoluzione non condiziona la procedibilità della domanda e segue un percorso autonomo; gli elenchi degli enti tardivi saranno trasmessi all’Agenzia delle Entrate per i controlli.

4mag 2026

Dichiarazione tardiva: la cartella non guadagna tempo

La dichiarazione dei redditi presentata oltre il termine, anche in modo ultratardivo, non proroga il potere dell’Amministrazione di notificare la cartella derivante dal controllo automatico. Il termine decadenziale previsto dall’articolo 25 del D.P.R. 602/1973 decorre dall’anno in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, non da quello dell’invio effettivo; il ritardo del contribuente non crea quindi una proroga implicita. Prima di contestare il debito, occorre ricostruire date di scadenza, presentazione e notifica per verificare la decadenza.