Sono il presidente di una società sportiva dilettantistica (SSD) e mi trovo di fronte a un caso particolare riguardante uno dei nostri consiglieri. Questo socio, oltre ad essere membro del Consiglio di Amministrazione, svolge anche l’attività di istruttore sportivo per la nostra società, fatturando le sue prestazioni con partita IVA. Mi chiedo se sia legittimo che questa persona percepisca sia i compensi in qualità di consigliere, sia gli importi fatturati come istruttore sportivo autonomo. Vorrei capire se ci sono incompatibilità o conflitti di interesse in questa situazione e come gestirla correttamente dal punto di vista fiscale e amministrativo.
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La situazione descritta non presenta incompatibilità di principio tra le due attività svolte dal socio consigliere. Si tratta infatti di due mansioni distinte e separate, ciascuna con il proprio specifico trattamento fiscale. Per quanto riguarda il ruolo di consigliere, le funzioni assunte con la carica dirigenziale andranno inquadrate secondo i regimi ordinari (indennità di carica, gettone di presenza, compenso amministratore soggetto alla contribuzione separata INPS e simili).
Relativamente all’attività di istruttore sportivo autonomo con partita IVA, trovano invece applicazione le specifiche agevolazioni fiscali e previdenziali riconosciute dal d.lgs. 36/2021 per i compensi ai professionisti sportivi. È importante sottolineare che, per regolarità e per evitare possibili contestazioni di conflitto di interessi, è opportuno che l’incarico come istruttore sia oggetto di una delibera del Consiglio di Amministrazione, nella quale ovviamente l’interessato dovrà astenersi. Inoltre, bisogna prestare attenzione al rispetto dei limiti per non incorrere nel divieto di distribuzione di utili.
È consigliabile che l’incarico come istruttore sia formalizzato con un contratto che specifichi chiaramente mansioni, compensi e durata. Dal punto di vista fiscale, i compensi percepiti come consigliere e quelli fatturati come istruttore sportivo seguiranno i rispettivi regimi, senza particolari problematiche di cumulo. L’importante è mantenere una chiara separazione contabile tra le due attività.
Avrei bisogno di un chiarimento in merito all’applicazione dell’IVA agevolata al 10 per cento per alcuni lavori che sto per eseguire nel mio appartamento. In particolare, devo fare predisporre delle tubazioni sottotraccia per l’installazione futura di un climatizzatore, e mi chiedevo se questi lavori possano beneficiare dell’aliquota IVA ridotta, considerando che si tratta di un intervento di manutenzione straordinaria su un edificio residenziale, come previsto dall’articolo 3 del DPR 380/2001.
Nel mese di dicembre 2024 ho acquistato la mia prima casa di abitazione e ho provveduto a trasmettere la CILA, comunicazione di inizio lavori asseverata, nel mese di febbraio 2025, ma ho trasferito la residenza nell’immobile solo in data successiva all’inizio dei lavori. Posso beneficiare della detrazione del 50% per le spese sostenute nel 2025 anche se al momento della trasmissione della CILA e all’inizio dei lavori non avevo ancora trasferito la residenza nell’immobile?.
Relativamente ai rapporti di collaborazione sportiva inferiori a 15.000,00 euro (esenti) riportate che la scadenza dell’invio sia il 31.10.2026 anziché il 16.03.2026. L'analisi fornisce un inquadramento sistematico delle disposizioni applicabili, evidenziando le cautele metodologiche e i controlli necessari.