Venerdì 23 ottobre 2026
6ago 2026

Accertamento analitico-induttivo: come funzionano le presunzioni gravi, precise e concordanti

L’accertamento analitico-induttivo può fondarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti, senza le condizioni tassative richieste per l’induttivo puro. L’ufficio può valorizzare elementi come il tovagliometro o il saldo negativo della cassa, ma il contribuente può contestarne coerenza, precisione e concordanza, anche con contabilità regolare. Resta incerto il riconoscimento forfetario dei costi collegati ai maggiori ricavi: dopo gli interventi della Consulta e della Cassazione, le decisioni più recenti del 2026 hanno riaperto il contrasto, in attesa delle Sezioni Unite.

5ago 2026

Accertamento con adesione: guida a termini, procedura e vantaggi

Dopo la riforma del contraddittorio preventivo, il termine per chiedere l’accertamento con adesione varia in base alla fase: 30 giorni dallo schema di atto, oppure 15 giorni dall’atto definitivo, con sospensione di 30 giorni del termine per ricorrere. Per gli atti esclusi dal contraddittorio resta la sospensione di 90 giorni. La scelta va coordinata con difese, ravvedimento e adesione al PVC, perché una procedura può precluderne un’altra; le sanzioni scendono di regola a un terzo del minimo, o a un sesto con adesione integrale al PVC.

5ago 2026

Cessione d’azienda: il cessionario risponde solo se il debito è iscritto

Nella cessione d’azienda, l’acquirente risponde solidalmente dei debiti anteriori solo quando questi sono inerenti all’azienda trasferita e risultano dai libri contabili obbligatori del cedente. La mera conoscenza del debito acquisita per altre vie non basta, secondo l’ordinanza della Cassazione n. 20054 del 16 giugno 2026, che conferma la funzione costitutiva dell’iscrizione richiesta dall’art. 2560, comma 2, c.c. Restano possibili, se ne ricorrono i presupposti, rimedi diversi dalla responsabilità prevista per il cessionario.

5ago 2026

Composizione negoziata crisi di impresa: l’accordo transattivo con l’AdE nella circolare 5/E

Nella composizione negoziata della crisi, l’accordo transattivo previsto dall’art. 23, comma 2-bis, CCII consente di proporre al Fisco riduzioni e dilazioni dei debiti tributari, compresa l’IVA. La soluzione richiede però un’istruttoria documentale completa, due attestazioni rilasciate da professionisti diversi e l’autorizzazione del tribunale prima dell’esecuzione. Le misure protettive non bloccano, nella fase precedente all’esecuzione forzata, i controlli, gli accertamenti e la riscossione dell’Amministrazione finanziaria.

5ago 2026

Transizione 5.0: la comunicazione GSE decide l’anno di dichiarazione

Per il credito d’imposta Transizione 5.0, il periodo da indicare nel quadro RU non coincide necessariamente con l’anno di completamento dell’investimento: rileva quello in cui il GSE comunica al beneficiario l’importo effettivamente utilizzabile in compensazione. Un investimento concluso nel 2025 ma comunicato nel 2026 confluirà quindi nel modello Redditi 2027, non nel Redditi 2026. Lo stesso criterio esclude da quest’ultimo modello il credito degli esodati 5.0, comunicato dal GSE a partire dal 29 aprile 2026 ai sensi dell’art. 8 del D.L. 38/2026.

5ago 2026

Rimborso del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo riversato: la strada dopo la sentenza CdS

La sentenza n. 5627/2026 del Consiglio di Stato esclude l’applicazione retroattiva del Manuale di Frascati 2015 ai crediti d’imposta per ricerca e sviluppo maturati dal 2015 al 2019, rafforzando la posizione delle imprese colpite da dinieghi o da contenziosi pendenti. La pronuncia, tuttavia, non restituisce automaticamente le somme riversate. Chi ha aderito al riversamento spontaneo deve verificare versamenti, preclusioni e documentazione, quindi presentare, se ne ricorrono i presupposti, l’istanza di rimborso entro il termine biennale previsto.

4ago 2026

Bonus ristrutturazione e abusi edilizi: quando si perde la detrazione

Le difformità edilizie non fanno perdere automaticamente il bonus ristrutturazione: la detrazione viene meno quando i lavori sono abusivi o incompatibili con il titolo, mentre tolleranze costruttive ed esecutive ricondotte all’articolo 34-bis del Testo unico dell’edilizia non costituiscono violazione. Per le opere realizzate entro il 24 maggio 2024, il decreto Salva casa prevede soglie dal 2% al 6% in base alla superficie utile. Proprietari e tecnici devono verificare titolo, sanatoria, lavori, documenti e adempimenti fiscali prima di scomputare la spesa.

4ago 2026

730 congiunto precompilato: quando vale come accettato senza modifiche

Nel 730 precompilato congiunto resta controverso se la presentazione senza modifiche produca per entrambi i coniugi gli effetti favorevoli previsti per la dichiarazione accettata, soprattutto in materia di controlli formali. Le indicazioni dell’Agenzia delle entrate sono cambiate nel tempo e non hanno sciolto in modo coerente il nodo. CAF, intermediari e uffici contabili devono perciò ricostruire la disciplina applicabile, distinguere dati modificati e non modificati e conservare le verifiche svolte, valutando con attenzione i rischi prima dell’invio.

4ago 2026

OIC 5, i nuovi bilanci di liquidazione: cosa cambia dal 2027

Il nuovo OIC 5 sui bilanci di liquidazione entra in vigore dal 2027, ma può essere applicato già ai bilanci 2026. La revisione aggiorna la valutazione delle attività secondo la prospettiva liquidatoria e sostituisce il fondo generalizzato per i costi di liquidazione con la rilevazione dei contratti effettivamente onerosi. Cambiano anche schemi e informativa: la nota integrativa deve spiegare criteri, stime, andamento e prospettive di realizzo. Responsabili amministrativi, sindaci e revisori devono adeguare scritture e documentazione in tempo utile.

4ago 2026

Certificazione unica errata o mancante: come tutelare la ritenuta d’acconto

Il compenso incassato al netto della ritenuta può essere dichiarato e la ritenuta scomputata anche senza Certificazione unica, se il percipiente dimostra l’operazione con fattura, prova dell’incasso netto e dichiarazione sostitutiva di atto notorio. La giurisprudenza ammette mezzi di prova diversi dalla certificazione del sostituto e tutela chi non può rispondere dell’omesso versamento quando la ritenuta è stata realmente operata. Se la CU è errata, è opportuno chiedere subito una certificazione sostitutiva e conservare ogni evidenza per il controllo.