Controlli fiscali influencer: compensi, DAC7 e prove che arrivano dall’estero
I controlli fiscali sugli influencer non si fermano più ai bonifici ricevuti in Italia: l’Agenzia delle Entrate incrocia dichiarazioni, fatture, movimenti bancari, contenuti pubblicati e dati trasmessi dalle piattaforme, anche estere. La DAC7 amplia le informazioni disponibili ma non copre ogni ricavo social, e la soglia di 2.000 euro non è una franchigia fiscale, mentre la giurisprudenza più recente mostra un orientamento severo verso chi svolge attività continuative senza un inquadramento coerente, valorizzando in via presuntiva anche singoli post e stories.
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