Imposta di registro caparra confimatoria: la Cassazione dice no al 3% sulle sentenze risolutive
Con l’ordinanza n. 2816 dell’8 febbraio 2026, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio che, almeno sulla carta, dovrebbe essere pacifico: quando un giudice dichiara risolto un contratto preliminare e condanna una parte a restituire la caparra – anche nel doppio – si applica l’imposta di registro in misura fissa (pari a 200 euro), non proporzionale. L’Agenzia delle Entrate, però, continuava a pretendere il 3%. E allora la Suprema Corte ha dovuto, di nuovo, rimettere le cose al loro posto.
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