29mag 2026
Rottamazione quinques
La rottamazione quinquies, in vigore dal 30 dicembre 2025, comprende i debiti dichiarati e non versati e quelli derivanti dai controlli automatici e formali, ma esclude i carichi da accertamento fiscale e i contributi INPS richiesti a seguito di accertamento. Gli emendamenti in esame potrebbero ampliare la misura, riaprire la rottamazione quater per i decaduti, limitare i pignoramenti e coinvolgere le Casse professionali, ma non producono effetti finché non sono approvati, convertiti e pubblicati. Prima di agire va identificata la natura giuridica di ogni carico.
27mag 2026
Imposte indirette
La rinuncia all’eredità, se valida, tempestiva e non preceduta da accettazione, elimina retroattivamente la qualità di erede e quindi il presupposto dell’imposta di successione. La dichiarazione o l’avviso fiscale non bastano a mantenere l’obbligo tributario, se risulta che il soggetto non ha acquistato l’eredità. La rinuncia deve però essere formalizzata correttamente; in alternativa, serve un giudizio civile definitivo che individui l’erede effettivo, senza estendere automaticamente l’effetto alle imposte diverse dalla successione.
22mag 2026
Riscossione
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 85 del 19 maggio 2026, conferma la prescrizione ordinaria decennale per imposte sui redditi, IVA e IRAP, quando manca una disposizione speciale. Il termine non si estende automaticamente a ogni voce del carico: sanzioni e interessi seguono di regola la prescrizione quinquennale. Contribuenti, imprese e professionisti devono esaminare separatamente capitale, sanzioni e interessi negli atti e nell’estratto di ruolo, verificando decorrenza, interruzioni e validità delle notifiche prima di valutare la difesa.
15mag 2026
Professionisti
La correzione del decreto fiscale riporta a 5.000 euro la soglia dei debiti iscritti a ruolo che può bloccare le parcelle pagate dalla Pubblica Amministrazione. Resta il controllo preventivo su ogni fattura, anche sotto soglia, ma una pendenza inferiore non dovrebbe più deviare il compenso verso l’Agente della riscossione. La regola è contenuta nella conversione del D.L. 38/2026, ancora da completare alla Camera: professionisti e uffici devono attendere il testo definitivo e verificare la decorrenza applicativa e la disciplina IVA.
14mag 2026
Fisco
Il nuovo CIVIS consente a contribuenti e professionisti di gestire online comunicazioni di irregolarità, avvisi telematici e cartelle legate ai controlli automatizzati, con maggiore tracciabilità e meno passaggi allo sportello. Se la prima lavorazione è sfavorevole, è possibile presentare una seconda richiesta di assistenza e allegare la documentazione utile. Il servizio resta amministrativo: non sostituisce un ricorso tributario né sospende i termini di pagamento, che devono essere verificati e rispettati mentre l’ufficio riesamina la pratica.
12mag 2026
Professionisti
Dal 15 giugno 2026 la Pubblica amministrazione dovrebbe applicare anche ai compensi dei professionisti il controllo dell’articolo 48-bis: con debiti fiscali iscritti a ruolo e non saldati, il pagamento può essere bloccato e destinato alla riscossione. La disciplina potrebbe però essere corretta con un rinvio oppure con un avviso preventivo, che consenta al debitore di regolarizzarsi evitando la trattenuta automatica. In attesa di novità, il professionista deve monitorare cartelle, termini e provvedimenti, senza considerare definitivo il meccanismo.
7mag 2026
Riscossione
I carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2025 saranno discaricati automaticamente se non riscossi entro il 31 dicembre del quinto anno successivo all’affidamento, secondo il D.Lgs. 110/2024. Il decreto attuativo introduce però un monitoraggio continuo: l’Agente trasmetterà agli enti creditori report mensili sulle quote e sulle attività svolte, distinguendo quelle escluse o soggette a regole diverse. Il discarico libera l’ente dalla gestione del carico, ma non equivale alla cancellazione del debito per il contribuente.
4mag 2026
Riscossione
La dichiarazione dei redditi presentata oltre il termine, anche in modo ultratardivo, non proroga il potere dell’Amministrazione di notificare la cartella derivante dal controllo automatico. Il termine decadenziale previsto dall’articolo 25 del D.P.R. 602/1973 decorre dall’anno in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, non da quello dell’invio effettivo; il ritardo del contribuente non crea quindi una proroga implicita. Prima di contestare il debito, occorre ricostruire date di scadenza, presentazione e notifica per verificare la decadenza.