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Associazioni ed Enti sportivi

ASD e SSD, lavoro sportivo, Registro Nazionale delle Attivita Sportive Dilettantistiche, RUNTS, enti del Terzo settore e adempimenti tributari e previdenziali. Guide specialistiche per presidenti, consiglieri e collaboratori sportivi su adeguamento degli statuti, inquadramento dei rapporti di collaborazione, gestione delle franchigie e contribuzione INPS. Approfondiamo le condizioni di decommercializzazione delle entrate istituzionali, la gestione del cinque per mille e la tenuta dei registri a prova di verifica.

Trattato Specialistico Monografico Riforma dello Sport 2026

Guida Completa alle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD e SSD)

L’opera monografica di riferimento per presidenti, commercialisti e dirigenti sportivi: 176 approfondimenti operativi coordinati in 5 Macro-Aree. Dalla costituzione e statuti alla Riforma del lavoro sportivo, dalla fiscalità agevolata alle verifiche ispettive e registri obbligatori.

176 Monografie5 Macro-AreeLavoro Sportivo & RASDSchemi, Check-list & Casi
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Aggiornato il 29 settembre 2026

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29set 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Pubblicità o sponsorizzazione in una ASD: il confine e la detrazione IVA

La qualificazione dei rapporti promozionali di una ASD dipende dalle prestazioni pattuite e dal legame fra marchio ed evento sportivo. In una controversia sul 2014, la Corte tributaria lombarda ha riconosciuto la natura pubblicitaria di accordi per cartelloni e loghi sul sito, annullando il recupero IVA: il logo sulle maglie non era previsto dai contratti. La proroga dei termini di accertamento è stata invece confermata. Per associazioni e imprese contano clausole precise e prove dell'esecuzione, distinguendo i rispettivi regimi fiscali.

23set 2026
Lavoro e previdenza

Buoni pasto in azienda: le regole per evitare rischi e sanzioni

Il diritto ai buoni pasto dipende da contratti, accordi o regole aziendali, mentre l'esenzione fiscale segue requisiti autonomi: dal 2026 il limite giornaliero è di 10 euro per i ticket elettronici e 4 per quelli cartacei. Lavoro agile e part-time senza pausa non escludono da soli il beneficio fiscale. Presenze, assenze e criteri di assegnazione vanno coordinati con le paghe; i buoni restano personali e utilizzabili fino a otto per transazione. Errori nell'attribuzione o nella tassazione possono generare richieste dei dipendenti e recuperi contributivi.

23set 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Direttori di gara nello sport dilettantistico: le agevolazioni fiscali

I compensi dei direttori di gara nell'area dilettantistica sono esenti fino a 15.000 euro complessivi annui, anche con rapporto subordinato o partita IVA. Nel forfetario il coefficiente di redditività si applica soltanto all'eccedenza, ma l'intero incasso conta per le soglie di 85.000 e 100.000 euro. Il quadro LM prevede il codice 2 per gestire la quota esente. Occorre sommare i compensi di tutti gli enti, comunicare quanto già percepito e distinguere le prestazioni professionistiche, che non beneficiano della stessa detassazione.

22set 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Bar delle ASD in regime 398/1991: niente registratore di cassa

Le associazioni e società sportive dilettantistiche in regime 398/1991 possono gestire il bar dell'impianto senza scontrino, ricevuta fiscale o trasmissione telematica dei corrispettivi, grazie all'esonero dell'articolo 2 del D.P.R. 696/1996. La somministrazione resta però attività commerciale e non beneficia della decommercializzazione dell'articolo 148 TUIR. Occorre annotare i proventi entro il 15 del mese successivo, conservare la documentazione e fatturare nei casi previsti. Gli enti del Terzo settore devono verificare separatamente il regime applicabile.

21set 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Nuove discipline sportive riconosciute: yoga e dodgeball aprono alla 398/1991

Il decreto ministeriale del 7 luglio 2026 riconosce come sportive yoga, kurash, gushtingiri, droni FPV, dodgeball, speed down, tchoukball e padbol. Gli enti che le praticano stabilmente possono indicarle come attività principale, affiliarsi e iscriversi al RASD senza ricorrere a una disciplina di copertura. L'iscrizione consente di valutare il regime 398/1991 e la decommercializzazione dei corrispettivi ai soci, ma richiede statuto conforme, requisiti sostanziali e limite di 400.000 euro per i proventi commerciali. Le realtà interessate devono adeguare oggetto sociale e domanda.

16set 2026
Enti Sportivi dilettantistici

IRES ASD e SSD non lucrative: guida al regime fiscale 2026

ASD e SSD senza scopo di lucro determinano l’IRES distinguendo attività istituzionali, commerciali e regimi forfetari. La legge 398/1991 semplifica reddito e IVA entro la soglia dei proventi commerciali, ma richiede iscrizione al RASD, contabilità separata, tracciabilità e requisiti statutari. Attività secondarie, sponsorizzazioni, raccolte fondi, compensi sportivi ed esenzione IMU seguono condizioni proprie. Superamento dei limiti, distribuzione indiretta di utili o assenza di effettività possono far decadere dal regime: serve una verifica annuale documentata.

15set 2026
Enti Sportivi dilettantistici

Istruttori sportivi forfettari: compensi distinti nei quadri LM e RR

I compensi di un istruttore sportivo forfettario non seguono un unico regime: conta chi commissiona la prestazione e se l’attività rientra nell’ordinamento dilettantistico. La franchigia del lavoro sportivo opera entro 15.000 euro, mentre i compensi professionali estranei al perimetro sportivo seguono le regole ordinarie. La distinzione incide sui quadri LM e RR e sulla contribuzione, che va ricostruita senza confondere committente, natura dell’attività e posizione previdenziale. Prima dell’invio occorre separare fatture, certificazioni e ritenute dei due flussi.

14set 2026
Dichiarazioni

Sportivi dilettanti e quadro RR: la franchigia di 5.000 euro non è cumulabile

Per i lavoratori sportivi dilettanti la franchigia previdenziale di 5.000 euro opera sul totale annuo dei compensi rilevanti e non può essere applicata separatamente a ogni committente o a ogni rapporto. Chi svolge più incarichi deve quindi sommare le somme percepite, distinguere la quota esente da quella eccedente e compilare il quadro RR sulla parte soggetta a contribuzione. La verifica riguarda compensi, periodo di riferimento e inquadramento del rapporto, perché una lettura frammentata può ridurre la base contributiva dichiarata e generare richieste successive dell’ente previdenziale.