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Anno 2026Banca dati sempre attiva
29 settembre 2026Ultimo aggiornamento
Deducio

Fisco

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Febbraio 2026

3feb 2026

Cessazione d’ufficio Partita IVA: intensificazione dei controlli con 9.000 chiusure previste

Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate intensifica i controlli sulle partite IVA considerate a rischio e prevede circa 9.000 cessazioni d’ufficio, sulla base di verifiche incrociate e degli elementi che segnalano attività inesistenti o irregolari. L’intervento può colpire soggetti passivi IVA ed esercenti che non mantengono corretti gli adempimenti fiscali e telematici, con conseguenze sull’operatività e sugli obblighi residui. Chi riceve il provvedimento deve verificare la propria posizione e utilizzare tempestivamente gli strumenti di rimedio previsti.

Fisco7 min
2feb 2026

Dichiarazione IVA 2026: esonero, scadenze e sanzioni da evitare

La dichiarazione IVA 2026 deve essere presentata dai soggetti passivi non esonerati, mentre specifiche categorie, tra cui alcuni contribuenti minori, soggetti non residenti e operatori in situazioni particolari, seguono regole proprie. La verifica dell’obbligo è decisiva per gestire saldo, rateizzazione e compensazione del credito, oltre ai riflessi su rimborsi e benefici premiali. La presentazione tardiva o omessa espone alle sanzioni previste; cessazione dell’attività, esercizio non solare, liquidazione di gruppo e modello IVA Base richiedono adempimenti dedicati.

2feb 2026

Riscossione sprint: il 90% dei crediti affidato entro 120 giorni

Nel piano 2026-2028 l’amministrazione fiscale punta ad affidare all’agente della riscossione almeno il 90% dei crediti entro 120 giorni dall’ultima scadenza utile, anticipando l’attivazione delle procedure e rafforzando il coordinamento tra Entrate e riscossione. Il cambio operativo impone monitoraggi stretti su notifiche e pignoramenti; per contribuenti, imprese e professionisti diventano decisivi il controllo tempestivo degli atti, la valutazione delle definizioni agevolate e la verifica delle regole sulle compensazioni in presenza di debiti iscritti a ruolo.

2feb 2026

Al via la dichiarazione IVA 2026: novità per società e professionisti

La dichiarazione IVA 2026, relativa alle operazioni del 2025, è trasmissibile telematicamente con il modello definitivo dell’Agenzia delle Entrate, articolato in versioni per le diverse posizioni. Le principali modifiche riguardano l’utilizzo del credito, le società non operative, la detrazione per beni strumentali, i servizi di trasporto e i rimborsi per opere su beni altrui, alla luce delle novità normative e degli orientamenti europei. Società e consulenti devono verificare dati, requisiti, vincoli di compensazione, saldo, rateizzazione e casi di esonero.

2feb 2026

Rottamazione quinquies: niente accesso per chi ha pagato la quater

È stato respinto l’emendamento al decreto Milleproroghe 2026 che avrebbe consentito di accedere alla rottamazione quinquies anche ai contribuenti che hanno definito i carichi con la rottamazione quater. Resta quindi ferma l’esclusione prevista dalle regole della nuova definizione agevolata, nonostante le contestazioni sulla disparità di trattamento. Chi ha già pagato la quater non può riaprire quei debiti tramite la quinquies e, prima di aderire per altri carichi affidati ad AdER, deve verificare perimetro, requisiti, scadenze e convenienza.

2feb 2026

Rottamazione tributi comunali: Imu, Tari e multe con definizione agevolata

La legge di Bilancio 2026 consente ai Comuni di introdurre, con una propria deliberazione, una definizione agevolata dei debiti locali, includendo potenzialmente Imu, Tari, multe stradali e canoni per l’occupazione del suolo pubblico. Ogni amministrazione può stabilire perimetro dei carichi, sanzioni eliminabili, rate, termini e modalità di adesione, valutando sostenibilità finanziaria e controlli dei revisori. Per i contribuenti l’accesso non è automatico: occorre verificare se il Comune ha aderito e rispettare le condizioni fissate.

Gennaio 2026

30gen 2026

Rottamazione quinquies: quando i dettagli fanno la differenza

La rottamazione quinquies prevista dalla legge 199/2025 ammette determinati carichi affidati all’Agente della Riscossione: per stabilire l’accesso conta la data di affidamento, non quella di notifica. Nei documenti cumulativi occorre distinguere le singole partite, perché alcune somme possono essere definibili e altre escluse. Le multe stradali affidate dalla Prefettura possono rientrare, mentre quelle comunali restano fuori; bollo auto e TARI non diventano automaticamente agevolabili. Prima dell’adesione bisogna controllare ogni carico e il calcolo dovuto.

30gen 2026

Rottamazione quinquies e rateazione ordinaria: cosa succede ai debiti misti

Quando una rateazione ordinaria comprende debiti solo in parte ammissibili alla rottamazione quinquies, il contribuente deve separare le posizioni: il piano non è automaticamente sospeso per intero. I carichi definibili seguono il regime agevolato e le relative quote possono essere sospese secondo la legge 199/2025; le somme escluse restano invece nella rateazione ordinaria e continuano a essere pagate alle scadenze. La gestione dei piani misti richiede un esame analitico di cartelle, quote residue e pagamenti, per evitare decadenze o irregolarità.

30gen 2026

Conservazione documenti Pos: decreto Pnrr semplifica gli adempimenti

Il decreto Pnrr interviene sugli obblighi documentali: per i pagamenti elettronici le ricevute cartacee dei terminali Pos non sarebbero più necessarie, perché assumono rilievo le comunicazioni digitali. Viene inoltre eliminata la norma che avrebbe esonerato le microimprese dalla pubblicazione dei dati sugli aiuti pubblici ricevuti. Tra le altre misure figurano la carta d’identità elettronica senza scadenza per gli over 70, l’acquisizione diretta dell’Isee da parte delle amministrazioni pubbliche e nuove competenze per il giudice tributario.

28gen 2026

Dichiarazione dei redditi a zero: non è omissione secondo la Cassazione

La dichiarazione dei redditi presentata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, anche con imponibile zero quando il contribuente ne ha titolo, integra una violazione tardiva e non l’omissione. L’invio entro il 29 gennaio 2026 evita il regime più grave applicabile dal 30 gennaio, con sanzione fissa da 250 a 1.000 euro, riducibile mediante ravvedimento operoso. Oltre la finestra, aumentano le conseguenze sanzionatorie e procedurali, si complicano contraddittorio e prova e possono saltare benefici e agevolazioni, mentre il rischio penale diventa concreto.