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29 settembre 2026Ultimo aggiornamento
Deducio

Associazioni ed Enti sportivi

Mostrati 1-10 di 580 articoli

Settembre 2026

29set 2026

Pubblicità o sponsorizzazione in una ASD: il confine e la detrazione IVA

La qualificazione dei rapporti promozionali di una ASD dipende dalle prestazioni pattuite e dal legame fra marchio ed evento sportivo. In una controversia sul 2014, la Corte tributaria lombarda ha riconosciuto la natura pubblicitaria di accordi per cartelloni e loghi sul sito, annullando il recupero IVA: il logo sulle maglie non era previsto dai contratti. La proroga dei termini di accertamento è stata invece confermata. Per associazioni e imprese contano clausole precise e prove dell'esecuzione, distinguendo i rispettivi regimi fiscali.

23set 2026

Buoni pasto in azienda: le regole per evitare rischi e sanzioni

Il diritto ai buoni pasto dipende da contratti, accordi o regole aziendali, mentre l'esenzione fiscale segue requisiti autonomi: dal 2026 il limite giornaliero è di 10 euro per i ticket elettronici e 4 per quelli cartacei. Lavoro agile e part-time senza pausa non escludono da soli il beneficio fiscale. Presenze, assenze e criteri di assegnazione vanno coordinati con le paghe; i buoni restano personali e utilizzabili fino a otto per transazione. Errori nell'attribuzione o nella tassazione possono generare richieste dei dipendenti e recuperi contributivi.

23set 2026

Direttori di gara nello sport dilettantistico: le agevolazioni fiscali

I compensi dei direttori di gara nell'area dilettantistica sono esenti fino a 15.000 euro complessivi annui, anche con rapporto subordinato o partita IVA. Nel forfetario il coefficiente di redditività si applica soltanto all'eccedenza, ma l'intero incasso conta per le soglie di 85.000 e 100.000 euro. Il quadro LM prevede il codice 2 per gestire la quota esente. Occorre sommare i compensi di tutti gli enti, comunicare quanto già percepito e distinguere le prestazioni professionistiche, che non beneficiano della stessa detassazione.

22set 2026

Bar delle ASD in regime 398/1991: niente registratore di cassa

Le associazioni e società sportive dilettantistiche in regime 398/1991 possono gestire il bar dell'impianto senza scontrino, ricevuta fiscale o trasmissione telematica dei corrispettivi, grazie all'esonero dell'articolo 2 del D.P.R. 696/1996. La somministrazione resta però attività commerciale e non beneficia della decommercializzazione dell'articolo 148 TUIR. Occorre annotare i proventi entro il 15 del mese successivo, conservare la documentazione e fatturare nei casi previsti. Gli enti del Terzo settore devono verificare separatamente il regime applicabile.

21set 2026

Nuove discipline sportive riconosciute: yoga e dodgeball aprono alla 398/1991

Il decreto ministeriale del 7 luglio 2026 riconosce come sportive yoga, kurash, gushtingiri, droni FPV, dodgeball, speed down, tchoukball e padbol. Gli enti che le praticano stabilmente possono indicarle come attività principale, affiliarsi e iscriversi al RASD senza ricorrere a una disciplina di copertura. L'iscrizione consente di valutare il regime 398/1991 e la decommercializzazione dei corrispettivi ai soci, ma richiede statuto conforme, requisiti sostanziali e limite di 400.000 euro per i proventi commerciali. Le realtà interessate devono adeguare oggetto sociale e domanda.

16set 2026

IRES ASD e SSD non lucrative: guida al regime fiscale 2026

ASD e SSD senza scopo di lucro determinano l’IRES distinguendo attività istituzionali, commerciali e regimi forfetari. La legge 398/1991 semplifica reddito e IVA entro la soglia dei proventi commerciali, ma richiede iscrizione al RASD, contabilità separata, tracciabilità e requisiti statutari. Attività secondarie, sponsorizzazioni, raccolte fondi, compensi sportivi ed esenzione IMU seguono condizioni proprie. Superamento dei limiti, distribuzione indiretta di utili o assenza di effettività possono far decadere dal regime: serve una verifica annuale documentata.

15set 2026

Istruttori sportivi forfettari: compensi distinti nei quadri LM e RR

I compensi di un istruttore sportivo forfettario non seguono un unico regime: conta chi commissiona la prestazione e se l’attività rientra nell’ordinamento dilettantistico. La franchigia del lavoro sportivo opera entro 15.000 euro, mentre i compensi professionali estranei al perimetro sportivo seguono le regole ordinarie. La distinzione incide sui quadri LM e RR e sulla contribuzione, che va ricostruita senza confondere committente, natura dell’attività e posizione previdenziale. Prima dell’invio occorre separare fatture, certificazioni e ritenute dei due flussi.

14set 2026

Sportivi dilettanti e quadro RR: la franchigia di 5.000 euro non è cumulabile

Per i lavoratori sportivi dilettanti la franchigia previdenziale di 5.000 euro opera sul totale annuo dei compensi rilevanti e non può essere applicata separatamente a ogni committente o a ogni rapporto. Chi svolge più incarichi deve quindi sommare le somme percepite, distinguere la quota esente da quella eccedente e compilare il quadro RR sulla parte soggetta a contribuzione. La verifica riguarda compensi, periodo di riferimento e inquadramento del rapporto, perché una lettura frammentata può ridurre la base contributiva dichiarata e generare richieste successive dell’ente previdenziale.

11set 2026

Irap enti sportivi: 85.000 euro anche per le collaborazioni amministrative

La circolare 7/E del 7 agosto 2026 chiarisce che, per l’Irap degli enti sportivi dilettantistici, l’esclusione dalla base imponibile dei compensi per co.co.co. dell’area del dilettantismo inferiori a 85.000 euro annui riguarda non solo tecnici e atleti, ma anche collaboratori amministrativo-gestionali. La soglia opera sul compenso complessivo e non come franchigia: vanno verificate natura del rapporto, qualifica del collaboratore, gestione fiscale e contributiva e coerenza con le comunicazioni al RASD, prima di applicare il beneficio in dichiarazione.

10set 2026

Soglia 15.000 euro lavoro sportivo anche per il subordinato

L'esclusione dalla base imponibile prevista per il lavoro sportivo dilettantistico fino a 15.000 euro si applica, secondo la circolare 7/E del 7 agosto 2026, anche alle retribuzioni dei lavoratori subordinati. Il limite dipende dalla natura oggettiva dell'attività e non dal contratto, con effetti sul calcolo delle ritenute e sulla Certificazione Unica; per l'IRAP la disciplina resta distinta. ASD e SSD devono considerare il plafond complessivo, acquisire l'autocertificazione e verificare qualifica, soglie e adempimenti prima di pagare.