9lug 2026
Accertamento fiscale
Le verifiche della Guardia di Finanza hanno già recuperato a tassazione 55 milioni di euro di plusvalenze su criptovalute non dichiarate, comprese alcune maturate nel 2021. La Cassazione ha confermato che l’obbligo fiscale esisteva anche prima della legge di bilancio 2023, consentendo controlli sulle annualità precedenti. Dal 1° luglio, inoltre, in Italia possono offrire servizi su cripto-attività soltanto otto operatori autorizzati secondo MiCAR. Chi investe deve quindi ricostruire operazioni, wallet e trasferimenti e verificare l’intermediario utilizzato.
23giu 2026
Accertamento fiscale
Le ordinanze Cass. n. 19956 e n. 19960 del 15 giugno 2026 impongono che l’autorizzazione alle indagini bancarie sia preventiva, conoscibile e dotata di un contenuto minimo verificabile: in mancanza, i dati acquisiti sono inutilizzabili e l’accertamento è viziato nella parte dipendente da quelle risultanze. Resta invece da definire, presso le Sezioni Unite, se l’inutilizzabilità valga anche per accessi fiscali anteriori all’art. 7-quinquies dello Statuto. La difesa deve distinguere i due binari, chiedere gli atti e formulare eccezioni puntuali.
29mag 2026
Accertamento fiscale
La Cassazione esclude lo scorporo dell'IVA dai maggiori ricavi ricostruiti con indagini finanziarie quando il contribuente può rivalersi sul cessionario ex articolo 60, comma 7, del D.P.R. 633/1972 e detrarre l'imposta. Per la Corte di giustizia UE lo scorporo opera solo se vengono meno entrambe le condizioni di neutralità. Resta distinto l'accertamento induttivo puro dell'evasore totale, nel quale la giurisprudenza lo ha ammesso. La difesa deve quindi provare la rivalsa concretamente impossibile, soprattutto nelle vendite al dettaglio a consumatori anonimi.
27mag 2026
Imposte indirette
La rinuncia all’eredità, se valida, tempestiva e non preceduta da accettazione, elimina retroattivamente la qualità di erede e quindi il presupposto dell’imposta di successione. La dichiarazione o l’avviso fiscale non bastano a mantenere l’obbligo tributario, se risulta che il soggetto non ha acquistato l’eredità. La rinuncia deve però essere formalizzata correttamente; in alternativa, serve un giudizio civile definitivo che individui l’erede effettivo, senza estendere automaticamente l’effetto alle imposte diverse dalla successione.
15mag 2026
Dichiarazione IRAP
L’ordinanza n. 6763/2026 sostiene che la plusvalenza da cessione di un immobile strumentale non concorra alla base IRAP, sulla base dell’art. 5 del D.Lgs. 446/1997. La tesi contrasta con la circolare 27/E/2009, che richiama la derivazione dal conto economico e la correlazione con ammortamenti già dedotti. La pronuncia può sostenere la difesa in contenzioso, ma non basta a cambiare la dichiarazione ordinaria finché la prassi dell’Agenzia resta invariata. Il caso riguarda il 2014, prima delle modifiche contabili del D.Lgs. 139/2015.
12mag 2026
Spese di rappresentanza
Le spese sostenute in fiera per ospitare clienti, anche potenziali, non sono automaticamente spese di rappresentanza: secondo la Cassazione contano contesto e obiettivo commerciale. Se l’ospitalità è collegata a promozione, trattative o acquisizione di clientela, il costo può seguire il regime ordinario senza il plafond dell’articolo 108, purché inerenza, effettività e misura siano provate. La deduzione non è sempre integrale: vanno distinti costi misti ed eventi. Fatture, inviti, nominativi e risultati documentano la scelta; l’IVA va verificata separatamente.
7mag 2026
Bilancio
Le penali previste da un contratto sono deducibili dal reddito d’impresa se risultano inerenti, economicamente plausibili e collegate a una gestione reale, non a operazioni prive di sostanza. La Cassazione richiede particolare cautela quando l’importo è sproporzionato o antieconomico: l’impresa deve dimostrare ragioni commerciali, corretta contabilizzazione e collegamento con l’attività. Restano escluse le somme riconducibili a sanzioni o illeciti. Contratto, corrispondenza, calcoli e delibere devono quindi sostenere la deduzione e la rappresentazione in bilancio.
6mag 2026
Superbonus
La Cassazione ammette il sequestro preventivo dei crediti Superbonus inesistenti anche quando siano stati acquistati da un cessionario estraneo alla frode e in buona fede: se manca il presupposto giuridico che avrebbe dovuto generarli, il credito non può continuare a circolare né essere portato in compensazione. La misura impedisce l’utilizzo di un valore fiscale privo di base, senza trasformare automaticamente il terzo in responsabile dell’illecito. Per imprese e intermediari, verificare l’origine del credito è quindi decisivo prima dell’acquisto o dell’impiego.