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Anno 2026Banca dati sempre attiva
29 settembre 2026Ultimo aggiornamento
Deducio

Fisco

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Marzo 2026

10mar 2026

Cessione intra-UE prova 90 giorni: quando scatta il termine

Per le cessioni intra-UE di beni prodotti su commesse pluriennali, il termine di 90 giorni per acquisire la prova del trasporto in un altro Stato membro non decorre dalle fatture di acconto emesse per gli stati di avanzamento. Il conteggio parte quando la merce viene consegnata al vettore incaricato del trasporto definitivo all’estero, momento rilevante anche per l’effettuazione dell’operazione. Se la documentazione non arriva in tempo, la non imponibilità può venire meno: occorre quindi coordinare consegna, fatturazione e raccolta delle prove.

Estero7 min
9mar 2026

Regime forfetario soglia 85.000 euro: l’errore non fa perdere l’agevolazione

I compensi incassati da un professionista per un errore del committente e poi restituiti non concorrono al limite di 85.000 euro per restare nel regime forfetario. Con la risposta n. 68, l’Agenzia delle Entrate ha corretto la precedente interpretazione: il criterio di cassa va riferito ai compensi effettivamente spettanti, non a somme prive di titolo. La regola può evitare la fuoriuscita dal regime e consentire il recupero delle imposte versate in eccesso, anche se percezione e restituzione avvengono in periodi diversi, purché l’operazione sia documentata.

9mar 2026

Cause di esclusione ISA 2025: chi è esonerato e chi deve trasmettere

Sono stati approvati 173 modelli ISA per il periodo d’imposta 2025 e le cause di esclusione non cambiano. Chi non esercita l’attività o si trova in una situazione di non normale svolgimento può essere escluso, ma verifica se l’esonero riguarda anche la trasmissione: alcune fattispecie liberano dall’invio, altre impongono comunque di comunicare i dati. Un errore può compromettere l’accesso al regime premiale e al concordato preventivo biennale; uffici e intermediari devono documentare la causa e rispettare gli adempimenti del provvedimento del 27 febbraio 2026.

9mar 2026

Partite IVA apri e chiudi: la Guardia di Finanza accelera i controlli

La Guardia di Finanza anticipa i controlli sulle partite IVA apri e chiudi, incrociando circa 200 banche dati per individuare imprese fantasma e soggetti a rischio. L’obiettivo è intervenire prima che l’attività scompaia, anche bloccando fatture elettroniche e compensazioni con crediti fittizi, mentre la chiusura d’ufficio resta soggetta a garanzie e contraddittorio. La strategia contrasta evasione, concorrenza sleale e riciclaggio. I contribuenti regolari devono mantenere documenti e tracciabilità delle operazioni per dimostrare la correttezza della posizione.

Imprese8 min
6mar 2026

Imposta di bollo e-fatture: l’Agenzia delle entrate scrive a chi non ha versato nel 2023

L’Agenzia delle Entrate sta inviando via PEC comunicazioni di compliance ai contribuenti che nel 2023 non hanno versato, o hanno versato in parte, l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche. Il controllo confronta i dati del Sistema di Interscambio con i pagamenti e mette a disposizione un F24 precompilato con imposta, sanzione e interessi. Entro 30 giorni dalla ricezione si può pagare con la sanzione ridotta a un terzo oppure chiedere chiarimenti e correggere errori tramite CIVIS. Chi ignora l’avviso perde il beneficio e resta esposto alla riscossione.

6mar 2026

Scadenza Rottamazione-quater: ultima chiamata il 9 marzo 2026 per la rata di febbraio

Per la rata della Rottamazione-quater con scadenza ordinaria il 28 febbraio 2026, il pagamento effettuato entro lunedì 9 marzo è considerato tempestivo. Il termine deriva dai cinque giorni di tolleranza previsti dalla legge n. 197/2022 e dallo slittamento dovuto alla coincidenza della scadenza con il sabato. La regola riguarda i contribuenti con carichi affidati all’Agente della riscossione e consente di conservare i benefici della definizione agevolata; il mancato pagamento può comportare la decadenza. Il pagamento va eseguito con le modalità previste.

6mar 2026

Accessi fiscali nei locali promiscui – nuova condanna CEDU e criticità ancora aperte

La sentenza CEDU del 5 marzo 2026, nel caso Edilsud 2014 e Ferreri, censura ancora l’Italia per le verifiche fiscali negli immobili a uso promiscuo, dove convivono sede dell’attività e abitazione. Il problema riguarda l’autorizzazione all’accesso, l’assenza di una motivazione adeguata e l’effettività del controllo giudiziario, profili che la modifica del 2025 allo Statuto del contribuente non ha risolto. Difensori e contribuenti devono quindi documentare preventivamente fatti, autorizzazioni, termini e rimedi specifici utilizzabili.

6mar 2026

Collegamento POS e registratore telematico – prima scadenza al 20 aprile 2026

Dal 5 marzo 2026, nell’area riservata Fatture e Corrispettivi, soggetti IVA possono comunicare il collegamento logico tra POS e registratore telematico, senza installare un collegamento fisico. Per gli strumenti già attivi al 1° gennaio 2026 o attivati entro il 31 gennaio, la prima scadenza è il 20 aprile 2026; per attivazioni e variazioni successive valgono i termini ordinari del provvedimento del 31 ottobre 2025. L’adempimento riguarda i soggetti obbligati alla trasmissione dei corrispettivi, con regole specifiche per POS virtuali e attività miste.

6mar 2026

Accessi Guardia di finanza in azienda: motivazione rafforzata e principio di proporzionalità

Per gli accessi della Guardia di finanza nelle sedi aziendali, la disciplina impone ora una motivazione sostanziale dell’autorizzazione e il rispetto dei criteri di necessità e proporzionalità. L’art. 13-bis del D.L. 84/2025, introdotto dalla legge di conversione 108/2025 dopo la condanna CEDU nel caso Italgomme, richiede che la visita in loco sia giustificata dal rischio fiscale e non sostituibile da controlli documentali o a distanza. Restano fermi i poteri ispettivi, ma contribuente e difensore possono contestare accessi non adeguatamente motivati o eccedenti.

5mar 2026

Accertamento scostamento ISA: come costruire una difesa efficace

Le comunicazioni di anomalia ISA per il periodo d’imposta 2023 segnalano uno scostamento, ma non provano da sole l’evasione. Imprese e professionisti devono spiegare le cause del risultato e trasmettere documenti e dati specifici sull’attività svolta. Nel contraddittorio, la giurisprudenza, comprese le Sezioni Unite, esclude automatismi: l’ufficio deve motivare l’accertamento e confrontarsi con le giustificazioni del contribuente. Occorre conservare le prove della propria posizione e contestare ogni pretesa fondata esclusivamente sul punteggio ISA.