23feb 2026
Transizione 4.0
La comunicazione al GSE incide sul trattamento del credito d’imposta per i beni strumentali 4.0, ma la sua omissione non produce sempre la perdita dell’agevolazione. Per gli investimenti disciplinati dalla legge 178/2020, l’invio tardivo o mancante può costituire una violazione formale sanabile quando il credito è stato compensato da gennaio 2025, mentre per la quota utilizzata a dicembre 2024 il credito può risultare non spettante, con sanzione ordinaria del 25%. Occorre quindi ricostruire date, importi e adempimenti e intervenire tempestivamente.
17feb 2026
Professionisti
Il commercialista che inserisce bonus, deduzioni o detrazioni nella dichiarazione non può limitarsi ai dati forniti dal cliente. Secondo la Cassazione, la diligenza qualificata impone di verificare presupposti, documentazione e adempimenti richiesti dall’agevolazione, chiedendo riscontri prima dell’invio. Se il beneficio è indebito e genera recuperi, sanzioni o interessi, il professionista può rispondere del danno quando la mancata verifica abbia inciso sull’esito. Lo studio deve conservare le prove dei controlli e definire procedure per le pratiche a rischio.
2feb 2026
Dichiarazione IVA
La dichiarazione IVA 2026 deve essere presentata dai soggetti passivi non esonerati, mentre specifiche categorie, tra cui alcuni contribuenti minori, soggetti non residenti e operatori in situazioni particolari, seguono regole proprie. La verifica dell’obbligo è decisiva per gestire saldo, rateizzazione e compensazione del credito, oltre ai riflessi su rimborsi e benefici premiali. La presentazione tardiva o omessa espone alle sanzioni previste; cessazione dell’attività, esercizio non solare, liquidazione di gruppo e modello IVA Base richiedono adempimenti dedicati.
28gen 2026
Dichiarazioni
La dichiarazione dei redditi presentata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, anche con imponibile zero quando il contribuente ne ha titolo, integra una violazione tardiva e non l’omissione. L’invio entro il 29 gennaio 2026 evita il regime più grave applicabile dal 30 gennaio, con sanzione fissa da 250 a 1.000 euro, riducibile mediante ravvedimento operoso. Oltre la finestra, aumentano le conseguenze sanzionatorie e procedurali, si complicano contraddittorio e prova e possono saltare benefici e agevolazioni, mentre il rischio penale diventa concreto.
28gen 2026
Dichiarazioni
Chi non ha inviato la dichiarazione dei redditi entro il 31 ottobre 2025 può regolarizzare la posizione fino al 29 gennaio 2026, entro i 90 giorni che distinguono la dichiarazione tardiva dall’omissione. L’invio deve essere coordinato con il pagamento delle imposte e con il ravvedimento operoso, applicando con prudenza le regole sanzionatorie e le indicazioni della prassi, anche perché permane un dubbio tecnico sugli effetti del versamento oltre il termine. La scelta tempestiva incide inoltre sui termini di accertamento e sulla strategia difensiva.
19gen 2026
Dichiarazioni
Per la Certificazione Unica 2026, relativa ai redditi 2025, l’invio telematico segue tre termini distinti, fissati dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2026 in base alla natura del reddito. Lavoro dipendente e redditi occasionali seguono la prima scadenza; il lavoro autonomo abituale arriva al 30 aprile, mentre redditi esenti o non dichiarabili hanno termine il 31 ottobre. Sostituti d’imposta e intermediari devono separare i flussi, verificare i quadri interessati e coordinare per tempo trasmissione, sanzioni e ravvedimento operoso.
14gen 2026
Corrispettivi telematici
Dal 1° gennaio 2026 il POS deve essere collegato allo strumento che trasmette e certifica i corrispettivi telematici, così da associare ogni pagamento elettronico al relativo documento fiscale. L’obbligo, previsto dalla legge di Bilancio 2025 e disciplinato dal provvedimento del 31 ottobre 2025, diventa operativo attraverso finestre temporali differenziate e un servizio dedicato previsto. Commercianti, pubblici esercizi e professionisti devono verificare compatibilità dei dispositivi, corretto collegamento e possibili sanzioni.
16dic 2025
Riforma fiscale
L’approvazione dell’11 dicembre 2025 da parte del Consiglio dei Ministri del Decreto Milleproroghe segna un intervento strutturale sulle tempistiche di applicazione della riforma fiscale. Il provvedimento, che si articola in 16 articoli, dispone lo slittamento dell’entrata in vigore dei testi unici tributari dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2027, una decisione che riflette la complessità tecnico-organizzativa della riforma in corso e che avrà conseguenze rilevanti sull’operatività di professionisti e imprese.