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Anno 2026Banca dati sempre attiva
29 settembre 2026Ultimo aggiornamento
Deducio

Società, imprese e Professionisti

Mostrati 111-120 di 441 articoli

Marzo 2026

12mar 2026

Regime forfetario o ordinario avvocati: la guida fiscale della cassa forense

Per l’avvocato, la scelta tra regime forfetario e ordinario dipende da spese dello studio, struttura organizzativa, clientela e ricavi, non da una regola valida per tutti. Il forfetario è accessibile entro la soglia di 85.000 euro, se non operano cause ostative, e può semplificare la gestione, ma impone attenzione a tracciabilità e rimborsi; l’ordinario può convenire con costi elevati o attività strutturate. Vanno considerati anche reddito omnicomprensivo, aggregazioni fiscalmente neutre, concordato preventivo, debiti e tutele per malattia, documentando la scelta.

10mar 2026

IVA non incassata nelle procedure concorsuali ultradecennali: il fornitore può chiedere il rimborso diretto all’Erario

Il fornitore che vanta IVA non incassata in una procedura concorsuale aperta prima del 26 maggio 2021 può chiedere il rimborso diretto all’Erario quando la procedura supera dieci anni e il recupero del credito è ormai improbabile. La Cassazione, con la sentenza n. 4900 del 4 marzo 2026, riconosce questa possibilità anche senza emettere la nota di variazione in diminuzione dell’articolo 26 del DPR 633/1972, in linea con i principi UE. Restano essenziali la verifica della durata, della data di apertura e dell’effettiva irrecuperabilità.

9mar 2026

ISAC 2026: arrivano le lettere INPS per i datori di lavoro di commercio e alberghi – cosa fare

Entro il 31 marzo 2026 l’INPS invierà 12.000 lettere di compliance ai datori di lavoro del commercio alimentare all’ingrosso e delle strutture ricettive, nell’avvio sperimentale degli ISAC. Le comunicazioni segnalano anomalie tra la forza lavoro dichiarata e quella stimata, ma non costituiscono accertamenti: il datore è invitato a chiarire lo scostamento. Chi rientra nella fascia di normalità contributiva ottiene l’esclusione dai controlli ispettivi prioritari; gli altri devono verificare denunce e dati utilizzati, correggendo gli errori o fornendo riscontri.

Imprese9 min
9mar 2026

PEC amministratori esenzione dal bollo confermata dalle Entrate

La comunicazione al Registro delle imprese del domicilio digitale degli amministratori societari è esente dall’imposta di bollo, secondo la risposta n. 67/2026 dell’Agenzia delle Entrate. L’esenzione vale per l’adempimento previsto per amministratori di società di capitali e di persone, da eseguire entro il termine stabilito o contestualmente all’iscrizione della nomina, ma non si estende agli altri atti o formalità collegati. Imprese e consulenti possono quindi presentare la comunicazione senza versare il bollo, conservando la documentazione dell’adempimento.

9mar 2026

Partite IVA apri e chiudi: la Guardia di Finanza accelera i controlli

La Guardia di Finanza anticipa i controlli sulle partite IVA apri e chiudi, incrociando circa 200 banche dati per individuare imprese fantasma e soggetti a rischio. L’obiettivo è intervenire prima che l’attività scompaia, anche bloccando fatture elettroniche e compensazioni con crediti fittizi, mentre la chiusura d’ufficio resta soggetta a garanzie e contraddittorio. La strategia contrasta evasione, concorrenza sleale e riciclaggio. I contribuenti regolari devono mantenere documenti e tracciabilità delle operazioni per dimostrare la correttezza della posizione.

Imprese8 min
5mar 2026

Calcolo DURF: quando gli avvisi bonari contano per la soglia del 10%

La risposta n. 63/2026 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che, nel calcolo triennale richiesto alle imprese appaltatrici per ottenere il DURF, valgono anche i versamenti effettuati in seguito agli avvisi bonari emessi ai sensi degli artt. 36-bis del D.P.R. 600/1973 e 54-bis del D.P.R. 633/1972. Questi pagamenti possono contribuire alla soglia del 10% necessaria per la regolarità fiscale e fare la differenza tra rilascio ed esclusione dal certificato. Restano da controllare finestra temporale e requisiti, perché la scissione con scorporo può impedire il rilascio.

Imprese6 min
3mar 2026

Tirocinio da commercialista e Agenzia delle Entrate: si può fare

Un dipendente a tempo pieno dell’Agenzia delle Entrate può chiedere l’iscrizione nel registro dei tirocinanti per la professione di commercialista, ma non ha un’autorizzazione automatica. Secondo il Pronto Ordini n. 132/2025 del CNDCEC, pubblicato il 27 febbraio 2026, il tirocinio è distinto dall’esercizio professionale e deve rispettare le 20 ore settimanali, la disciplina interna dell’Agenzia e le eventuali autorizzazioni. Anche il diploma universitario previsto dalla legge n. 341/1990 può essere titolo di accesso; la verifica spetta all’Ordine territoriale.

Febbraio 2026

24feb 2026

Decreto Bollette 2026: tutte le misure per famiglie e imprese

Il Decreto Bollette 2026 riduce il costo dell’energia per le famiglie con redditi bassi e rimodula gli oneri delle utenze non domestiche, intervenendo anche sugli incentivi del Conto Energia, sulle uscite anticipate e sui rifacimenti. Per il comparto energetico cresce di due punti l’aliquota IRAP, mentre bioenergie, contratti PPA garantiti dal GSE, mercato del gas, connessioni e autorizzazioni per i data center seguono nuove regole. Imprese e professionisti devono verificare requisiti, calcoli e scadenze applicabili in concreto.

Imprese25 min
24feb 2026

Buoni pasto professionisti e imprese: il risparmio fiscale è solo un’illusione

Per liberi professionisti e titolari di ditte individuali i buoni pasto non producono il vantaggio fiscale attribuito loro: la disciplina favorevole riguarda il lavoro dipendente e non crea una deduzione aggiuntiva per il reddito professionale o d’impresa. La spesa deve comunque rispettare il requisito dell’inerenza e l’acquisto di generi alimentari al supermercato può risultare indeducibile. Prima di adottarli come strumento di risparmio occorre quindi distinguere il trattamento dei dipendenti da quello del titolare e documentare la reale connessione con l’attività.

20feb 2026

Conferimento holding e passaggio generazionale: niente abuso del diritto

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta 42 del 18 febbraio 2026, considera non abusiva la riorganizzazione familiare che prevede prima il conferimento delle partecipazioni in una holding e poi il trasferimento ai figli della nuda proprietà delle quote. La sequenza può rispondere a esigenze di governo unitario e passaggio generazionale, senza trasformarsi in un vantaggio fiscale indebito, se ha sostanza economica e non è artificiosa. La legittimità richiede motivazioni documentate, coerenza delle operazioni e verifica degli effetti su patrimonio, soci e imposte.

Holding6 min