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Anno 2026Banca dati sempre attiva
29 settembre 2026Ultimo aggiornamento
Deducio

Fisco

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Aprile 2026

2apr 2026

Indagini bancarie sui conti dei familiari: la Cassazione scopre le carte

I conti correnti intestati a familiari possono essere acquisiti nelle indagini bancarie sul contribuente solo se l’Amministrazione dimostra, con indizi concreti, gravi e concordanti, che sono riferibili alla sua attività. Accertato il collegamento, il contribuente deve giustificare analiticamente ogni versamento o prelievo con documenti specifici, non con spiegazioni generiche. La Cassazione esclude che le recenti pronunce della Corte EDU o l’obbligo di motivazione per gli accessi fisici eliminino la presunzione, se l’indagine è motivata e la difesa resta effettiva.

2apr 2026

Cartella di pagamento non opposta: l’intimazione non riapre i termini

L’impugnazione di un’intimazione di pagamento non consente, di regola, di rimettere in discussione cartelle già notificate e non opposte. Il ricorso può riguardare soltanto i vizi propri dell’intimazione, mentre restano preclusi i problemi di notifica, contenuto e validità della cartella definitiva, compresa la prescrizione maturata prima di essa. L’eccezione è possibile se la cartella non è mai stata notificata e il contribuente ne ha avuto conoscenza proprio dall’intimazione. Un ricorso infondato può cristallizzare il debito e comportare la condanna alle spese.

1apr 2026

Lavoratori sportivi con partita IVA: come funziona l’esenzione da 15.000 euro e come si gestisce in fattura dal 15 maggio 2026

Dal 15 maggio 2026 la fattura elettronica potrà indicare con la stringa XML ESENZSPORT i compensi dei lavoratori sportivi dilettanti con partita IVA esenti IRPEF fino a 15.000 euro annui, secondo le specifiche 1.9.1. La soglia fiscale è cumulativa e distinta dalla franchigia contributiva INPS di 5.000 euro; fino al 2027 resta la riduzione del 50% dell’imponibile pensionistico. ASD, SSD e professionisti devono acquisire l’autocertificazione, applicare il regime corretto e verificare campo XML, versamenti e comunicazioni prima dell’emissione.

1apr 2026

Fattura elettronica versione 1.9.1: cosa cambia dal 15 maggio 2026

Dal 15 maggio 2026 le specifiche della fattura elettronica 1.9.1 introducono il controllo del codice fiscale nelle fatture verso soggetti di un Gruppo IVA: se i dati non coincidono, il Sistema di Interscambio scarta il file con errore 00327. Il tracciato include ESENZSPORT per i compensi esenti dei lavoratori sportivi dilettanti fino a 15.000 euro annui. Cambiano anche accreditamento e limite dei codici destinatario, che sale da 100 a 300. Intermediari e imprese devono allineare le anagrafiche dei Gruppi IVA e aggiornare i gestionali prima dell’efficacia.

Marzo 2026

31mar 2026

Decreto fiscale 2026: dividendi, pacchi e iperammortamento, le novità del DL 38

Il DL 38/2026 ripristina dal 1° gennaio 2026 il regime previgente per dividendi e PEX, elimina il vincolo europeo per l’iperammortamento salvo i moduli fotovoltaici destinati all’autoconsumo e rinvia al 1° luglio il contributo sui pacchi extra-UE di basso valore. Per le società l’imposta di bollo sui conti correnti sale da 100 a 118 euro annui; il decreto interviene inoltre su Transizione 5.0, impatriati, atleti dilettanti, IVA sulle permute e badwill IAS/IFRS. Resta esclusa la disciplina sui differenziali dei bonus edilizi acquistati sul mercato secondario.

Fisco11 min
30mar 2026

Esportatori abituali: primo superamento della soglia del 10%, cosa cambia nella dichiarazione IVA 2026

Chi nel 2025 ha superato il 10% del volume d’affari con operazioni non imponibili diventa esportatore abituale dal 1° gennaio 2026, senza comunicazione preventiva. Può acquistare beni e servizi senza IVA entro il plafond, ma deve costituirlo nella dichiarazione IVA 2026 compilando il Quadro VE, righi VE30 e VE50, senza il Quadro VC. Prima di utilizzarlo deve scegliere plafond fisso o mobile e trasmettere la dichiarazione d’intento; il residuo va monitorato per evitare lo splafonamento, punito con una sanzione minima del 70% dell’imposta non assolta.

30mar 2026

Responsabilità del commercialista: Carbone rassicura la categoria

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha chiarito al congresso UNGDCEC che chi trasmette telematicamente una dichiarazione non è responsabile delle violazioni fiscali, se non l’ha predisposta. Gli uffici hanno ricevuto indicazioni coerenti con questa lettura dell’ordinanza Cassazione n. 5635/2026, riferita a un caso particolare con 142 atti di recupero a carico del professionista. La rassicurazione ridimensiona l’allarme, ma occorre conservare le prove dell’incarico e dell’attività svolta prima del contraddittorio o dell’impugnazione dell’atto.

27mar 2026

Certificazione Unica errata: accertamenti a catena anche per il contribuente

Le somme indicate per errore nella Certificazione Unica e poi restituite non concorrono al limite di 85.000 euro per il regime forfettario, anche se il sostituto rifiuta di correggere la certificazione. Il contribuente può però subire controlli automatizzati e un accertamento parziale senza contraddittorio preventivo, fondato sui dati trasmessi. La difesa è possibile provando errore, restituzione e corretta qualificazione delle somme, ma richiede documenti coerenti e tempestività. Verificare la CU, chiedere la rettifica e conservare le prove è essenziale.

25mar 2026

Riporto perdite fiscali: la circolare Assonime chiarisce le novità dopo la riforma

Il D.Lgs. 192/2024 e il D.M. 27 giugno 2025 riscrivono il riporto delle perdite nelle operazioni straordinarie e nei gruppi. Le perdite maturate mentre una società appartiene al gruppo possono circolare liberamente tra le partecipanti senza test di vitalità e patrimoniale; anche quelle pregresse diventano “omologate” se hanno superato i controlli. Restano decisivi l’ordine FIFO e l’anzianità di appartenenza, con applicazione generale dal periodo d’imposta 2024 e attenzione alle operazioni elusive e agli effetti su patrimonio e fiscalità.

25mar 2026

IVA impianto Fotovoltaico, quando scatta l’aliquota ridotta del 10%: regole e casi pratici

La corretta IVA di un impianto fotovoltaico richiede anzitutto di stabilire se è bene mobile o immobile: rilevano l’accatastamento autonomo in D/1 o D/10 e l’incremento di almeno il 15% del valore catastale dell’edificio. Se l’impianto è immobile, l’aliquota del 10% può riguardare materiali e manodopera; per i soggetti passivi, il reverse charge opera sugli impianti integrati o pertinenziali, non sulle centrali autonome. Una qualificazione errata comporta sanzioni, interessi e contestazioni, quindi vanno verificati requisiti tecnici, fattura e debitore d’imposta.

IVA9 min