13feb 2025
Professionisti
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 1375 del 20 gennaio 2025) ha confermato un principio giuridico di grande rilievo per i rapporti contrattuali legati alle prestazioni d’opera professionale. Il tema centrale è la possibilità di derogare al diritto di recesso ad nutum del cliente, previsto dall’articolo 2237, comma 1, del Codice Civile, quando il contratto preveda un termine finale. Pur trattandosi di una norma derogabile, l’effettiva esclusione di tale diritto richiede un’attenta analisi delle volontà delle parti e del contenuto complessivo del contratto.
12feb 2025
Lavoro e previdenza
Qual è il trattamento fiscale corretto per i rimborsi spese di viaggio, vitto e alloggio sostenuti dagli amministratori di una società? Questa domanda, apparentemente tecnica, tocca in realtà questioni centrali per la gestione aziendale e la fiscalità personale degli amministratori. Non si tratta solo di rispettare la normativa, ma di trovare un equilibrio tra vantaggi economici, adempimenti e rischi potenziali. Per affrontare correttamente la questione, è necessario partire dall’articolo 50, comma 1, lettera c-bis, del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).
11feb 2025
Lavoro e previdenza
Il tema del mancato versamento delle ritenute da parte del datore di lavoro, disciplinato dall’art. 10-bis del D.lgs. n. 74/2000, torna al centro dell’attenzione con una recente sentenza della Cassazione (n. 530/2025). La Corte ha chiarito che, senza la prova della consegna delle certificazioni ai dipendenti, non si può configurare il reato penale. L'analisi fornisce un inquadramento sistematico delle disposizioni applicabili, evidenziando le cautele metodologiche e i controlli necessari.
5feb 2025
Professionisti
La compensazione indebita di crediti d’imposta inesistenti rappresenta un tema di grande attualità e complessità nel panorama fiscale italiano. Non solo i contribuenti rischiano pesanti sanzioni, ma anche i professionisti che li assistono, qualora consapevoli di irregolarità, possono incorrere in gravi responsabilità penali. La compensazione indebita di crediti d’imposta La compensazione di crediti d’imposta è uno strumento previsto dall’ordinamento fiscale per consentire ai contribuenti di utilizzare crediti maturati nei confronti dello Stato per estinguere debiti fiscali.
31gen 2025
Accertamento fiscale
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 1861 del 27 gennaio 2025, ha confermato la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di ricorrere all’accertamento induttivo anche nei confronti delle piccole imprese che operano in regime di contabilità semplificata ma che non redigono un inventario analitico delle rimanenze di magazzino. L’assenza di un inventario dettagliato può rendere inattendibili i dati contabili, legittimando l’amministrazione finanziaria a determinare il reddito aziendale in modo presuntivo.
30gen 2025
Accertamento fiscale
La deducibilità degli interessi passivi relativi a imposte accertate rappresenta uno dei temi più controversi in ambito fiscale. La questione emerge frequentemente nei casi di accertamento con adesione o conciliazione giudiziale, dove l’impresa si trova a dover decidere se considerare tali interessi come deducibili ai fini delle imposte sul reddito (IRES) e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). La guida esamina i limiti temporali dell'azione accertatrice, i presupposti di novità dell'atto e le strategie difensive per il contribuente.
29gen 2025
Locazione immobili
La recente sentenza della Cassazione n. 33303/2024 ha ribadito un principio fondamentale in materia fiscale: i canoni di locazione maturati devono essere tassati anche se non vengono effettivamente riscossi, salvo specifiche eccezioni. Questo orientamento si basa sul principio di competenza previsto dall’articolo 109 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), che attribuisce rilevanza fiscale ai ricavi alla data di maturazione, indipendentemente dalla loro effettiva percezione.
27gen 2025
Accertamento fiscale
La Corte di Cassazione si è pronunciata in modo decisivo sulla proroga dei termini fiscali connessa all’emergenza sanitaria. In particolare, ha stabilito che gli 85 giorni di sospensione non valgono soltanto per le scadenze del 2020, ma anche per le annualità successive. Questo orientamento è stato formalizzato con il decreto 23.01.2025, n. 1630, confermando che le attività di accertamento, riscossione e contenzioso avviate in epoca post-emergenziale possono comunque beneficiare del periodo di proroga.