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29 settembre 2026Ultimo aggiornamento
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Marzo 2026

17mar 2026

Iperammortamento 2026: 8,4 miliardi bloccati dalla clausola made in EU

L’iperammortamento 2026, finanziato per 8,4 miliardi e destinato agli investimenti in beni strumentali innovativi, resta fermo a causa della clausola sulla provenienza made in EU. Il comunicato MEF del 12 marzo 2026 ha annunciato la futura eliminazione del requisito, ma non ha valore normativo: il decreto fiscale non è ancora approvato e manca un quadro definitivo. Prima di programmare gli investimenti occorre attendere le norme attuative e verificare beni agevolabili, aliquote, requisiti tecnici, perizie, comunicazioni e controlli GSE.

17mar 2026

Fattura elettronica UE obbligatoria dal 2030: l’Italia recepisce il pacchetto ViDA

Dal 1° luglio 2030 le operazioni B2B intra-UE dovranno essere gestite con fatture elettroniche secondo il pacchetto ViDA, mentre gli Stati potranno sostituire gli elenchi Intrastat con la rendicontazione digitale. La legge di delegazione europea 2025 avvia il recepimento italiano, ma attende ancora promulgazione e pubblicazione. La riforma coinvolge imprese, professionisti, intermediari e software house e comprende regole per piattaforme digitali, registrazione IVA unica, OSS e IOSS. Occorrerà adeguare per tempo processi, dati e sistemi di fatturazione.

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17mar 2026

Registro titolari effettivi: accesso a pagamento e a livelli differenziati

Il decreto ridisegna l’accesso al registro dei titolari effettivi su livelli differenziati: autorità pubbliche e istituzioni UE consultano i dati senza filtri; professionisti e intermediari devono accreditarsi ogni due anni presso la Camera di commercio; giornalisti, ONG e ricercatori hanno un legittimo interesse riconosciuto; i privati devono provare un’operazione commerciale concreta. Gli accessi sono tracciati e i vulnerabili potranno opporsi, ma il registro resta sospeso per le ordinanze del Consiglio di Stato e le questioni pendenti davanti alla Corte UE.

16mar 2026

Valori bollati in contanti: senza tracciabilità niente riduzione accertamenti

Il pagamento in contanti di valori bollati per oltre 500 euro fa perdere la riduzione biennale dei termini di accertamento prevista dall’art. 3 del D.Lgs. 127/2015. Secondo l’Agenzia delle entrate, la soglia di tracciabilità vale anche se l’acquisto non rileva ai fini IVA: la natura dei valori bollati non esclude l’esborso dal requisito. Imprese e professionisti devono quindi documentare un pagamento non in contanti quando intendono beneficiare dell’agevolazione, perché il contante oltre il limite impedisce di applicare il termine ridotto nei controlli fiscali.

16mar 2026

Addio alla carta: il fisco spinge sullo scontrino digitale

Tra gennaio e marzo 2026 il percorso verso lo scontrino digitale si è rafforzato con tre interventi: il collegamento obbligatorio tra POS e registratore telematico, la soppressione delle ricevute cartacee dei terminali di pagamento prevista dal decreto PNRR e l’emendamento parlamentare che potrebbe eliminare dal 2027 la stampa automatica dello scontrino per i pagamenti con carta o bancomat. Esercenti e soggetti passivi IVA devono adeguare i sistemi e rispettare scadenze e sanzioni, preparandosi a una gestione sempre più integrata e senza carta dei corrispettivi.

16mar 2026

Forfettario e credito superbonus in pagamento: come si dichiara l’eccedenza

Nel regime forfettario, quando un credito d’imposta viene ricevuto come corrispettivo della prestazione professionale, l’intero suo valore costituisce compenso percepito. Se il credito supera l’importo della fattura, l’eccedenza rileva nella dichiarazione dei redditi e non diventa reddito rinviato solo perché non è stata utilizzata in compensazione con il modello F24. Conta la natura del credito al momento della ricezione, non il suo impiego successivo; inoltre, il committente non applica la ritenuta. Diverso è il caso del credito acquistato a sconto.

16mar 2026

Tassazione Affitti brevi: sei formule per gestire le imposte

Per gli affitti brevi non esiste un regime fiscale sempre conveniente: la scelta tra IRPEF progressiva, cedolare secca, partita IVA e forfettario dipende da immobili posseduti, detrazioni e reddito complessivo. Dal 2026 la soglia che fa scattare la natura imprenditoriale scende da quattro a due appartamenti: chi ne loca tre deve quindi operare con partita IVA. Sul primo appartamento può applicarsi la cedolare al 21%, mentre dal secondo l’aliquota sale al 26%; il forfettario può prevedere la flat tax al 5% per i nuovi operatori, se ricorrono i requisiti.

16mar 2026

Responsabile safeguarding sportivo: non basta nominarlo, serve sceglierlo bene

La Corte federale d’appello FIGC ha chiarito che la nomina del responsabile safeguarding non è formale: presidente e società rispondono anche della scelta di una persona adeguata. La designazione deve considerare competenze, autonomia, affidabilità e capacità di gestire segnalazioni e rischi, nel rispetto dei D.Lgs. 39/2021 e 36/2021. Una scelta inadeguata può integrare culpa in eligendo, esporre l’ente a sanzioni e aggravare la responsabilità dei dirigenti. Il safeguarding diventa così una funzione organizzativa concreta e un parametro di qualità per la società sportiva.

13mar 2026

Annullamento dichiarazione dei redditi 2026: disponibile la procedura online

L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile online l’annullamento della dichiarazione dei redditi 2026 e delle dichiarazioni IVA trasmesse nella stagione corrente. La procedura riguarda gli errori più gravi, non correggibili con dichiarazione correttiva o integrativa, e va avviata dopo aver verificato requisiti e termini. La richiesta è irreversibile: se accolta, la dichiarazione perde efficacia e risulta omessa. Occorre quindi valutare subito i nuovi adempimenti e le conseguenze sanzionatorie prima di utilizzare questa soluzione.

13mar 2026

CU 2026 senza firma autografa: è davvero valida?

La Certificazione Unica 2026 prodotta da un sistema automatico è valida anche senza firma autografa. L’art. 4, comma 6-quater, del DPR 322/1998 consente di sostituire la sottoscrizione manuale con la firma a stampa, purché siano indicati nome e cognome del responsabile e rispettati i requisiti tecnici e organizzativi. La regola, confermata dalla Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 145/E del 2006, permette a datori di lavoro e studi professionali di gestire le CU automaticamente. L’assenza della firma manuale non ne compromette la validità.