Contenzioso

Processo tributario davanti alle Corti di giustizia tributaria: predisposizione del ricorso e costituzione in giudizio, istanza di sospensione dell'atto impugnato, motivi aggiunti, oneri probatori e nuova prova testimoniale scritta. Analizziamo la conciliazione giudiziale, l'appello, il ricorso per cassazione e il giudizio di ottemperanza, con la disciplina delle spese di lite e della responsabilita aggravata. Strategie difensive concrete, dalla scelta dei motivi alla gestione del contraddittorio in udienza.

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Aggiornato il 3 agosto 2026

Tutti gli articoli di Contenzioso

3ago 2026
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Sospensione feriale dei termini nel processo tributario

Dal 1° al 31 agosto 2026 si sospendono automaticamente i termini processuali, compresi quelli del contenzioso tributario. La pausa non riguarda però, di regola, gli adempimenti amministrativi e i pagamenti con termine autonomo, come il versamento delle cartelle. Per evitare errori, occorre distinguere il termine collegato all’impugnazione da quello che decorre direttamente dalla notifica o dalla ricezione dell’atto. Ogni agosto l’attività giurisdizionale rallenta e, con essa, i termini dei processi in corso, compreso il contenzioso tributario.

1lug 2026
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Ravvedimento operoso e violazioni continuate: quando conviene

Dal 1° settembre 2024, grazie alla riforma introdotta dal D.Lgs. n. 87/2024, il contribuente che intende regolarizzare più violazioni tributarie con il ravvedimento operoso può applicare il cumulo giuridico previsto dall’art. 12 del D.Lgs. n. 472/1997, evitando la somma aritmetica di tutte le sanzioni. La logica è quella di partire dalla violazione più grave e applicare gli aumenti previsti dalla norma, con successiva riduzione da ravvedimento. Il meccanismo, però, non è un’unica sanzione globale.

3giu 2026
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Accertamento annullabile se la contestazione cambia tra schema e avviso

La Corte di giustizia tributaria di primo grado di Vicenza, con la sentenza n. 76/2026, ha annullato un avviso di accertamento nel quale l’Ufficio aveva sostituito – nell’atto definitivo – la contestazione originariamente contenuta nello schema d’atto, passando da carenze documentali a indeducibilità parziale di spese di trasferta ai sensi dell’art. 95 TUIR. I giudici vicentini hanno applicato con rigore il principio del contraddittorio preventivo obbligatorio introdotto dall’art. 6-bis della legge n. 212/2000, nella formulazione risultante dal.

21mag 2026
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Ravvedimento speciale, l’Irap a zero non può bloccare la sanatoria

Il punto delicato del ravvedimento speciale collegato al concordato preventivo biennale riguarda i casi in cui il contribuente abbia versato il minimo previsto per le imposte sui redditi, ma non abbia indicato alcun importo Irap in F24 perché dal calcolo non emergeva nulla da pagare. Alcuni uffici, nella prassi, stanno leggendo questa assenza come una mancata copertura dell’imposta regionale. È una tesi severa. E, soprattutto, non pare allineata al dato normativo quando l’Irap risulta davvero pari a zero.

12gen 2026
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Notifica cartella di pagamento: quando la raccomandata non basta

La Suprema Corte torna a occuparsi di notifiche fiscali e prescrizione, mettendo ordine in una questione che tocca da vicino migliaia di contribuenti ogni anno. Con l’ordinanza 398 depositata l’8 gennaio 2026, i giudici di legittimità hanno chiarito – una volta per tutte, verrebbe da dire – che non basta spedire una raccomandata per interrompere la prescrizione. L’Ente creditore deve dimostrare cosa conteneva quella busta, altrimenti la presunzione prevista dall’articolo 1335 del Codice civile resta lettera morta.

22dic 2025
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Schema d’atto e proroga termini accertamento: un nodo irrisolto

a riforma dell’accertamento tributario – quella messa in campo con i decreti attuativi della legge delega n. 111/2023 – ha prodotto sul terreno delle garanzie procedurali un risultato che, almeno sulla carta, appariva ambizioso. Due istituti distinti ma interconnessi (il contraddittorio preventivo ex art. 6-bis dello Statuto del contribuente e l’accertamento con adesione disciplinato dal D.Lgs. n. 218/1997) sono stati profondamente rimaneggiati nel tentativo di costruire un sistema più efficiente.

14ott 2025
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Notifica PEC con casella piena: la Cassazione dichiara la nullità

La Corte di Cassazione interviene con l’ordinanza n. 25084 del 12 settembre 2025 per chiarire un tema controverso: le notifiche inviate tramite posta elettronica certificata a una casella che risulta piena non producono effetti giuridici. La Seconda Sezione Civile stabilisce che, senza la possibilità concreta di ricevere l’atto, non può decorrere alcun termine per impugnare. Il diritto di difesa prevale sul formalismo digitale. La Cassazione (ord. 25084/2025) stabilisce che la notifica PEC inviata a una casella piena non produce effetti.