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Fisco

Accertamenti tributari, IVA, imposte dirette, adempimenti dichiarativi, riscossione forzata, contenzioso e compliance preventiva. Raccogliamo analisi operative su norme vigenti, circolari e risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate e orientamenti consolidati della Corte di Cassazione, per imprese, lavoratori autonomi e professionisti. Ogni contributo traduce la regola in pratica: scadenze di versamento, gestione delle verifiche, contraddittorio preventivo, autotutela, ravvedimento operoso e strumenti deflativi del contenzioso, con esempi di calcolo e riferimenti puntuali.

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24feb 2026
Dichiarazione IVA

Quadro VH dichiarazione IVA: correggere LIPE omesse o errate

Il quadro VH del modello IVA 2026 consente di integrare o correggere dati LIPE omessi, incompleti o errati, ma va compilato in modo integrale per il periodo interessato, non limitandosi ai soli righi modificati. Il contribuente può rimediare anche con una LIPE correttiva o, secondo i casi, con una dichiarazione IVA correttiva o integrativa, applicando il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni. Occorre confrontare liquidazioni, versamenti e comunicazioni, rispettando istruzioni e termini previsti per ciascuna soluzione.

18feb 2026
Accertamento fiscale

Business digitali sotto la lente del fisco: influencer e creator nel mirino GdF

Nel 2026 la Guardia di finanza indirizzerà i controlli sui business digitali di influencer, blogger e creator, considerati esposti a occultamento di ricavi, irregolarità fiscali ed economia sommersa. La circolare di programma indica inoltre frodi doganali, esternalizzazioni illecite e uso improprio delle risorse del Pnrr tra le priorità operative. Per chi svolge o assiste queste attività diventa essenziale documentare contratti, incassi, costi e flussi finanziari, così da sostenere la corretta qualificazione del reddito durante le verifiche.

3feb 2026
Fisco

Cessazione d’ufficio Partita IVA: intensificazione dei controlli con 9.000 chiusure previste

Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate intensifica i controlli sulle partite IVA considerate a rischio e prevede circa 9.000 cessazioni d’ufficio, sulla base di verifiche incrociate e degli elementi che segnalano attività inesistenti o irregolari. L’intervento può colpire soggetti passivi IVA ed esercenti che non mantengono corretti gli adempimenti fiscali e telematici, con conseguenze sull’operatività e sugli obblighi residui. Chi riceve il provvedimento deve verificare la propria posizione e utilizzare tempestivamente gli strumenti di rimedio previsti.

2feb 2026
Dichiarazione IVA

Dichiarazione IVA 2026: esonero, scadenze e sanzioni da evitare

La dichiarazione IVA 2026 deve essere presentata dai soggetti passivi non esonerati, mentre specifiche categorie, tra cui alcuni contribuenti minori, soggetti non residenti e operatori in situazioni particolari, seguono regole proprie. La verifica dell’obbligo è decisiva per gestire saldo, rateizzazione e compensazione del credito, oltre ai riflessi su rimborsi e benefici premiali. La presentazione tardiva o omessa espone alle sanzioni previste; cessazione dell’attività, esercizio non solare, liquidazione di gruppo e modello IVA Base richiedono adempimenti dedicati.

28gen 2026
Dichiarazioni

Dichiarazione dei redditi a zero: non è omissione secondo la Cassazione

La dichiarazione dei redditi presentata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, anche con imponibile zero quando il contribuente ne ha titolo, integra una violazione tardiva e non l’omissione. L’invio entro il 29 gennaio 2026 evita il regime più grave applicabile dal 30 gennaio, con sanzione fissa da 250 a 1.000 euro, riducibile mediante ravvedimento operoso. Oltre la finestra, aumentano le conseguenze sanzionatorie e procedurali, si complicano contraddittorio e prova e possono saltare benefici e agevolazioni, mentre il rischio penale diventa concreto.

28gen 2026
Dichiarazioni

Dichiarazione tardiva entro 90 giorni: sanzioni e ravvedimento operoso

Chi non ha inviato la dichiarazione dei redditi entro il 31 ottobre 2025 può regolarizzare la posizione fino al 29 gennaio 2026, entro i 90 giorni che distinguono la dichiarazione tardiva dall’omissione. L’invio deve essere coordinato con il pagamento delle imposte e con il ravvedimento operoso, applicando con prudenza le regole sanzionatorie e le indicazioni della prassi, anche perché permane un dubbio tecnico sugli effetti del versamento oltre il termine. La scelta tempestiva incide inoltre sui termini di accertamento e sulla strategia difensiva.

19gen 2026
Accertamento fiscale

Appunti extracontabili: quando la contabilità in nero diventa prova fiscale

L'ordinanza 234/2026 della Cassazione rafforza il valore probatorio di appunti, prospetti e altri dati extracontabili rinvenuti durante una verifica. Nell'accertamento previsto dall'art. 39 del D.P.R. 600/1973, gli elementi sostanziali possono sostenere la ricostruzione del maggior reddito anche con contabilità formale regolare; spetta al contribuente dimostrare l'estraneità dei dati alle operazioni rilevanti. La difesa deve quindi preparare prove concrete, contestare motivazione e presunzioni dell'atto e verificare tempestivamente i rimedi disponibili.

19gen 2026
Dichiarazioni

Certificazione Unica 2026: ufficiali le nuove scadenze per la trasmissione telematica

Per la Certificazione Unica 2026, relativa ai redditi 2025, l’invio telematico segue tre termini distinti, fissati dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2026 in base alla natura del reddito. Lavoro dipendente e redditi occasionali seguono la prima scadenza; il lavoro autonomo abituale arriva al 30 aprile, mentre redditi esenti o non dichiarabili hanno termine il 31 ottobre. Sostituti d’imposta e intermediari devono separare i flussi, verificare i quadri interessati e coordinare per tempo trasmissione, sanzioni e ravvedimento operoso.